26 aprile 2010
24 aprile 2010
Sarebbe un peccato se se la perdessero
Credo che l'incrocio temporale tra il rimpatrio dei resti del pirla col kalashnikov e quello dei 3 terroristi che avevano confessato di nascondere bombe sotto le barelle, offra agli amanti dei figli della patria un'occasione di attenzione più unica che rara per metter lì due parole per ricordare anche che Antonio Russo non si è fracassato il torace ballando la macarena con una cicciona.
Sempre che non abbiano robe più importanti di cui occuparsi.
Chessò, le canne in gioventù di Fini, per esempio, le vedo una bella urgenza da troppo tempo nel cassetto.
Sempre che non abbiano robe più importanti di cui occuparsi.
Chessò, le canne in gioventù di Fini, per esempio, le vedo una bella urgenza da troppo tempo nel cassetto.
23 aprile 2010
21 aprile 2010
e son prolemi, eh
Torno dopo tre giorni di lontananza, da casa e dalle notizie, e scopro che a tener banco oggi, tra quello che ci chiede la gente, c'è il fatto che Bossi Jr ha detto che non tiferà italia ai prossimi mondiali.
Dopo il primo istintivo "E tipo chi se ne frega?" ho approfondito la cosa perché pare non siano poche le reazioni che la cosa ha suscitato.
Allora, dopo aver approfondito, sono tre le considerazioni che mi restano.
La prima:
Io che l'Italia non l'ho tifata mai e con me tutti quelli a quali semplicemente del calcio non gliene può fregar di meno, da oggi alla dichiarazione "per me può anche perdere" dovremo aggiungere anche la precisazione rispetto al nostro non essere leghisti.
E vaffanculo uno.
La seconda considerazione è che quella formidabile campagna di appropriazione e successiva politicizzazione degli elementi più banali e trasversali dell'italianità, dall'amore alla libertà, come via obbligata per la costruzione dell'accettazione della matrice populista che fa loro da traccia e che portano avanti da anni a bulldozer, questi oggi si sono appropriati pure del menefreghismo verso la nazionale, alleandosi tra l'altro con quello che anni or sono si prese il suo opposto, quando battezzandosi "Forza Italia" per sfruttare mediaticamente gli imminenti mondiali, obbligò tutti quelli che da quel giorno in poi gridavano il proprio "Forza Italia" a precisare il loro non essere però per questo berlusconiani.
Così oggi se gridi Forza Italia dai visibilità a loro, se te ne fotti dell'Italia sempre a loro dai visibilità.
Come un arco a "tre e sessanta" dovunque rivolgi il tuo stomaco ci trovi loro che ci hanno piazzato sopra una bandierina e se non precisi, sei dei loro.
E vaffanculo due.
La terza, la più difficile, è quella che fa da ombrello all'intera vicenda e cioè la constatazione che oggi non puoi nemmeno più dire che ai prossimi mondiali non tiferai Italia, perché a differenza degli altri anni nei quali alla peggio venivi estromesso dalle cene degli amici ché porti sfiga, rischi di ricevere una risposta da Veltroni, da quelli dell'UDC e da una serie infinita di giornalisti e politici che ieri ridicolizzavano lo spessore politico della trota e oggi son tutti lì a rispondere politicamente (son stato via e quindi non lo so: han già proposto l'interrogazione parlamentare?) a un ventenne che tiene banco e li fa scattare come giocattoli a molla semplicemente dicendo la (fondamentale) sua sui mondiali di calcio.
E vaffanculo tre.
Che voi sappiate, Bersani ha mica rilasciato dichiarazioni, in proposito?
Non ancora?
Strano.
Dopo il primo istintivo "E tipo chi se ne frega?" ho approfondito la cosa perché pare non siano poche le reazioni che la cosa ha suscitato.
Allora, dopo aver approfondito, sono tre le considerazioni che mi restano.
La prima:
Io che l'Italia non l'ho tifata mai e con me tutti quelli a quali semplicemente del calcio non gliene può fregar di meno, da oggi alla dichiarazione "per me può anche perdere" dovremo aggiungere anche la precisazione rispetto al nostro non essere leghisti.
E vaffanculo uno.
La seconda considerazione è che quella formidabile campagna di appropriazione e successiva politicizzazione degli elementi più banali e trasversali dell'italianità, dall'amore alla libertà, come via obbligata per la costruzione dell'accettazione della matrice populista che fa loro da traccia e che portano avanti da anni a bulldozer, questi oggi si sono appropriati pure del menefreghismo verso la nazionale, alleandosi tra l'altro con quello che anni or sono si prese il suo opposto, quando battezzandosi "Forza Italia" per sfruttare mediaticamente gli imminenti mondiali, obbligò tutti quelli che da quel giorno in poi gridavano il proprio "Forza Italia" a precisare il loro non essere però per questo berlusconiani.
Così oggi se gridi Forza Italia dai visibilità a loro, se te ne fotti dell'Italia sempre a loro dai visibilità.
Come un arco a "tre e sessanta" dovunque rivolgi il tuo stomaco ci trovi loro che ci hanno piazzato sopra una bandierina e se non precisi, sei dei loro.
E vaffanculo due.
La terza, la più difficile, è quella che fa da ombrello all'intera vicenda e cioè la constatazione che oggi non puoi nemmeno più dire che ai prossimi mondiali non tiferai Italia, perché a differenza degli altri anni nei quali alla peggio venivi estromesso dalle cene degli amici ché porti sfiga, rischi di ricevere una risposta da Veltroni, da quelli dell'UDC e da una serie infinita di giornalisti e politici che ieri ridicolizzavano lo spessore politico della trota e oggi son tutti lì a rispondere politicamente (son stato via e quindi non lo so: han già proposto l'interrogazione parlamentare?) a un ventenne che tiene banco e li fa scattare come giocattoli a molla semplicemente dicendo la (fondamentale) sua sui mondiali di calcio.
E vaffanculo tre.
Che voi sappiate, Bersani ha mica rilasciato dichiarazioni, in proposito?
Non ancora?
Strano.
19 aprile 2010
Abbiamo assistito ad un derby bellissimo
Negli scontri del dopopartita un'auto con a bordo una donna di colore e i suoi due bambini data alle fiamme.
Il commento del TG5 all'episodio: "I soliti stupidi che dovrebbero vergognarsi".
Ripeto?
Ripeto.
Negli scontri del dopo partita un tentato pluriomicidio volontario, non colposo perché donna e bambini erano a bordo ed è difficile non vederli, di stampo razzista, per il TG5 è un gesto stupido e la pena è la vergogna.
Nemmeno imposta.
"Dovrebbero".
Se tiri un estintore contro un'auto con a bordo due armati, ti meriti un colpo di pistola in faccia e la logica conseguenza del cervello sparso sull'asfalto.
Se dai fuoco in gruppo a un'auto con a bordo una donna di colore e i suoi due bambini, dovresti vergognarti.
Nemmeno "devi".
"Dovresti".
Cioè ti si concede pure la discrezionalità.
Sempre che non ti sia di eccessivo disturbo.
Vorremmo mai che ti sentissi costretto.
Il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha diffuso un comunicato stampa:
«Quando oltre ad una persona accoltellata, che deve essere operata in ospedale, un bambino viene ferito seppure lievemente dopo una partita, tutti devono riflettere attentamente e assumersi le proprie responsabilità.»
Non un'auto data alle fiamme con a bordo una donna di colore e i suoi due figli.
No.
Un bambino ferito seppure lievemente.
Che si sia ferito lievemente perché neGra mama e neGretti pargoli sono riusciti a scendere dall'auto prima che esplodesse, al sindaco nessuno deve averlo detto.
Ma l'importante è che
«Abbiamo assistito ad un derby bellissimo - aggiunge - la Roma è in testa alla classifica e la Lazio ha dimostrato di essere una grande squadra in grado di allontanare ogni spettro di retrocessione. Nessuno si può permettere di rovinare una festa così bella - conclude - mettendo oltretutto in pericolo l'incolumità di persone innocenti».
Un derby bellissimo, una festa così bella.
Nessuno si può permettere di rovinare una festa così bella.
Su questo il sindaco non transige.
Non che nessuno pensi di poter dare alle fiamme una madre con due bambini chiusi in un'auto.
Che nessuno pensi di potersi permettere di rovinare la festa così bella.
Il commento del TG5 all'episodio: "I soliti stupidi che dovrebbero vergognarsi".
Ripeto?
Ripeto.
Negli scontri del dopo partita un tentato pluriomicidio volontario, non colposo perché donna e bambini erano a bordo ed è difficile non vederli, di stampo razzista, per il TG5 è un gesto stupido e la pena è la vergogna.
Nemmeno imposta.
"Dovrebbero".
Se tiri un estintore contro un'auto con a bordo due armati, ti meriti un colpo di pistola in faccia e la logica conseguenza del cervello sparso sull'asfalto.
Se dai fuoco in gruppo a un'auto con a bordo una donna di colore e i suoi due bambini, dovresti vergognarti.
Nemmeno "devi".
"Dovresti".
Cioè ti si concede pure la discrezionalità.
Sempre che non ti sia di eccessivo disturbo.
Vorremmo mai che ti sentissi costretto.
Il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha diffuso un comunicato stampa:
«Quando oltre ad una persona accoltellata, che deve essere operata in ospedale, un bambino viene ferito seppure lievemente dopo una partita, tutti devono riflettere attentamente e assumersi le proprie responsabilità.»
Non un'auto data alle fiamme con a bordo una donna di colore e i suoi due figli.
No.
Un bambino ferito seppure lievemente.
Che si sia ferito lievemente perché neGra mama e neGretti pargoli sono riusciti a scendere dall'auto prima che esplodesse, al sindaco nessuno deve averlo detto.
Ma l'importante è che
«Abbiamo assistito ad un derby bellissimo - aggiunge - la Roma è in testa alla classifica e la Lazio ha dimostrato di essere una grande squadra in grado di allontanare ogni spettro di retrocessione. Nessuno si può permettere di rovinare una festa così bella - conclude - mettendo oltretutto in pericolo l'incolumità di persone innocenti».
Un derby bellissimo, una festa così bella.
Nessuno si può permettere di rovinare una festa così bella.
Su questo il sindaco non transige.
Non che nessuno pensi di poter dare alle fiamme una madre con due bambini chiusi in un'auto.
Che nessuno pensi di potersi permettere di rovinare la festa così bella.
Etichette:
Catodic'affà,
dio patria famiglia,
Pericolanti
Iscriviti a:
Post (Atom)
