10 settembre 2010

è che le dispenso in giro

e insomma niente, non avendo voglia di riscrivermi riporto la mia (fondamentale) su 'sta cosa della ragazzina scomparsa.
So che non stavate più nella pelle e mi sembra brutto non fornirvela.

Per le decinaia e decinaia di amanti del "ma dove sei finito, perché non scrivi più niente accidenti?", specifico che il pippone qui sotto nasce da questa riflessione.

E quindi, oh voi assetati, agevolo saggezza:

è anche vero che non era passato manco un giorno dalla scomparsa, che già era sparato su tutti gli schermi come il caso nazionale.
Come dire che anche i media hanno bisogno di essere “cugini” del caso e che per questo non possono che trovare decine di cugini pronti a contribuire al tutto.

Allora forse, come spesso ultimamente accade, sarebbe anche il caso di riprendere un po’ le redini delle cose e dare loro le dimensioni che hanno e non quelle che gli si assegna.
Da quando esiste l’istituzione famiglia esiste il desiderio adolescente di fuggirne.
A volte concretizzato, altre tentato, altre abbandonato.
Preoccupazione dei genitori a parte, l’idea della fuga e in certi fortunati casi anche la sua breve concretizzazione, sono nella vita di alcuni anche dei momenti di svolta e di crescita, non raramente persino di riavvicinamento a quelle figure genitoriali dalle quali si fuggiva per poi scoprire quanto nel buio della notte e delle città fosse fondamentale la loro vicinanza e protezione, che a quel punto si corre indietro ad apprezzare.
Ecco, ’sta ragazzina è stata data, nemmeno troppo tra le righe, per morta esattamente un istante dopo l’allarme scomparsa.
Questo perché ai media interessa il morto, non il normale adolescente che sperimenta la vita in tutti i suoi normalissimi inciampi.
E quando ai media interessa il morto, la preoccupazione di una madre, la cui emotività mette legittimamente l’eventualità catastrofica al primo posto, genera un formidabile mix di elementi sui quali ballare come poche altre situazioni/tipo permettono, omettendo completamente qualsiasi altra ipotesi, fin’anche quelle che logica (ma soprattutto statistica) vedrebbe in prima posizione se non altro per qualche iniziale giorno.
Invece oggi accade il contrario: la prima tesi sparata h24 è che sia morta, dopodiché si lavora a valutare elementi che smentiscano l’ipotesi altrimenti valida e se cominciano a uscire, ma chi l’avrebbe mai detto, elementi per valutare anche l’ipotesi fuga, si comincia a dire “un po’ morta…forse morta…potrebbe essere un po’ viva…è probabile sia viva…forse è un po’ scappata…pare ci siano prove della premeditazione…si ci sono ma forse non sono sue…si forse sue…accipicchia sono sue…però al momento potrebbe comunque essere morta, eh”.

Io non lo so se è scappata, potrebbere essere morta, potrebbe essere viva e felice (chi non scapperebbe da una madre che ti inchioda alla sedia delle interminabili riunioni dei TdG?) potrebbe essere tutto.
Quello che so è che questa società la vuole morta e se ricerca viene fatta è sulle prove che lo confermino, non sul contrario.
Anche perché le prove del contrario, oltre che essere una nuova al giorno, sono anche nella storia stessa degli adolescenti, soprattutto quelli in famiglie difficili.
E mi si perdoni il cinismo, ma una madre che quando la figlia scompare invoca il presidente della Repubblica per dirgli che non sta facendo abbastanza, beh, quella è una famiglia difficile.
Il problema è che nel paese dei media che vogliono il morto, Napolitano le risponde pure come se fosse cosa sua e allora tutto questo diventa persino normale, normale quanto la conseguente comparsa di fiumi di cugini che a quel punto sono l’espressione più ovvia di una roba che di normale non ha più nulla dal secondo successivo all’orario in cui sarebbe dovuta rientrare per cena e invece, come milioni di adolescenti nel mondo, non l’ha fatto.

Un segnale sarebbe già arrivato, si dice.
Vero.
Se ad una ragazzina in cerca di una normalissima accelerazione di vita non fosse stata offerta in un istante la possibilità di essere qualcuno.
Perché il bello è questo: si sta dicendo che se fosse viva dovrebbe se non altro tranquillizzare la madre.
Si sta in sostanza chiedendo all’unica con il diritto di non esserlo e che ha dimostrato di non poterlo essere, di vestire i panni dell’unica con un minimo di raziocinio, mentre tutto intorno a lei il mondo, compresi quelli che glielo chiedono, l’ha perso completamente.

Manco Libero riesce a stargli più dietro

Vedi cosa succede quando una maggioranza rilascia dichiarazioni a ritmo di una ogni ora per ciascun suo esponente e una l'opposto dell'altra nell'epoca della sovrabbondanza di media su piattaforme che viaggiano su tempistiche diverse?

Succede che se due di quelle dichiarazioni cascano in quella finestra temporale che avviene una volta al giorno nella quale uno si può aggiornare e l'altro no, ti ritrovi il giorno dopo a leggere:
Sui giornali che la Lega lancia due missili: salire al colle col coniglio dal cilindo dello scioglimento di una sola delle due camere e astenersi dalla fiducia al governo per contare gli effettivi voti di Berlusconi.
Sugli altri media che la Lega sosterrà il governo perché il leader è Berlusconi.

E questi sono quelli che il TSO lo vorrebbero per le donne in gravidanza.

9 settembre 2010

Ridateci Cossiga

Torno e trovo in mail una cascata di commenti ad un video vecchio di due anni.
Cosa sarà mai successo per spiegare quest'impennata?
Avran mica ridetto che Mangano è stato un eroe?
La smettete di fraintendere sempre tutto?

6 settembre 2010

Berlusconi è uomo di spirito, dice.

Bersani, quindi il PD, a caldo:
"Fini ha detto un paio di cose che ci interessano, per esempio la legge elettorale"

Non "per esempio il patto capitale-lavoro".
Non "per esempio il welfare in via di scardinamento".
Non "per esempio la povertà sociale"
Non "per esempio gli investimenti in ricerca"
Non "per esempio il patto generazionale"

No.
La legge elettorare.
Mavaffanculo, vah.

Manco il welfare ha lasciato alla sinistra.
Il welfare cazzo, dovevano esserci le barricate da due anni e Bersani manco lo cita.

Fini oggi non ha cancellato Berlusconi, ha cancellato il PD.
L'ha reso superfluo.
E quello se ne esce con l'interesse per la legge elettorale.
Come se fosse quella, il suo problema.
Se c'è qualcosa dietro cui nascondere la verità sulla serie di sconfitte elettorali quel qualcosa è esattamente la legge attuale e quello la vuole pure cambiare.

Comunque, a chi ancora si ostina a dire che Fini si è spostato a sinistra, sarà sufficiente ricordare che quando ha detto che sarebbe demagogia dire che si possono abbassare le tasse a tutti, non ha chiuso il concetto con "quindi si tassino le rendite".
Finalmente un politico che fa un discorso politico come non se ne sentivano da anni e hip hip hurrà a chi ha dimostrato cosa il cavaliere non sarà mai in grado di fare e non per un'ora e mezza ma nemmeno per cinque minuti.
Ma sempre di destra resta.
Famiglia e Patria.
E' mancato Dio (no! quando? e come è successo??? ahahahahah!) ma ci penserà domani L'Avvenire.

La Lega ha capito e ha già accesso i motori, "gli Interni sono pronti anche domani".
Se Berlusconi non è scemo, e non lo è, il governo cade immediatamente.
E poi sono cazzi davvero.

2 settembre 2010

Finisce l'estate

Finisce l'estate del Presidente che attraverso lo spot del ministro del turismo chiedeva agli italiani di dedicare le vacanze ai beni culturali della amata patria, anche quest'anno come sempre piena di turisti grazie al suo intervento su Alitalia che se lasciata ai francesi sarebbe stata usata per dirottarli in Francia.
Finisce l'estate del ministro del turismo e di quello dei beni culturali, entrambi andati a passarla in Francia.

Finisce l'estate del Presidente che regala Ibra ai suoi tifosi, che così interromperanno le loro contestazioni politiche e potranno tornare a votarlo di nuovo come il più grande statista del secolo.

Finisce l'estate e ci si avvia verso l'autunno, quell'autunno di campagna elettorale coltello tra i denti, il cui inizio sarà indicabile con precisione estrema in un solo preciso giorno:
quello in cui il grande Corradino Mineo verrà spedito a esercitare la sua libertà di stampa e di critica, ma soprattutto la sua ironia, in un qualsiasi giornalino di quartiere.
Di un quartiere di Bogotà.