Da due giorni sono entrato nella palude del Fatto
Quotidiano, ogni tanto mi autuoinfliggo queste punizioni perché necessarie per
conoscere ciò che mi circonda, fino a ieri era Il Giornale oggi è il Fatto.
Due giorni dentro qualcosa che ha la consistenza delle
sabbie mobili, una volta dentro è quasi impossibile uscirne, un articolo tira l’altro
per vedere se è davvero peggiore e peggiore lo è sempre, per ogni articolo centinaia, in
alcuni casi migliaia di commenti più paludosi degli articoli che li accolgono.
Grillo lo sto studiando così, perché non mi interessa tanto lui quanto quelli che lui mi porterà in casa, che saranno dannatamente tanti.
A leggerli in giro per la rete viene da piangere non tanto
per la loro dimensione, quanto per l’evidente assenza di contromisure che
questo mondo non è stato in grado di predisporre.
Un fiume lanciato a folle velocità che tutto travolge, migliaia
di persone che fino a ieri a domanda non avrebbero saputo spiegare la
differenza tra le due camere, la % intelligente di un totale che proprio non
sapeva nemmeno fossero due, e che un minimo di autoconsapevolezza teneva
costrette dentro i piccoli mondi del caffé corretto al bar la mattina dove
tutt'al più ricevevano l'applauso di chi ne sapeva meno di loro, sempre
comunque tanti, si sono viste improvvisamente consegnare il titolo di "tu puoi".
Immergendoti nel loro mondo per osservarli come totale e
non come singole unità ti rendi conto che Il trucco per risolvere il problema
dell'ignoranza è stato semplice quanto fulminante: radere al suolo tutto come
missione unica e definitiva.
Con questo semplice grimaldello, formalmente presentato come elemento per ripulire i difetti ma nella sostanza utilizzato per eliminare i termini di confronto, Grillo gli ha risolto il problema del dover conoscere ciò di cui si parla, perché se una cosa va rasa al suolo non sarà più da maneggiare e se non sarà più da maneggiare non è necessario conoscerla.
Semplicemente non ci sarà più, quindi chi la conosce e chi non la conosce si troveranno improvvisamente sullo stesso identico piano di accesso, lo stesso in cui si troverebbero l'uomo comune e berlusconi in un mondo dal quale qualcuno cancellasse il denaro.
Con questo semplice grimaldello, formalmente presentato come elemento per ripulire i difetti ma nella sostanza utilizzato per eliminare i termini di confronto, Grillo gli ha risolto il problema del dover conoscere ciò di cui si parla, perché se una cosa va rasa al suolo non sarà più da maneggiare e se non sarà più da maneggiare non è necessario conoscerla.
Semplicemente non ci sarà più, quindi chi la conosce e chi non la conosce si troveranno improvvisamente sullo stesso identico piano di accesso, lo stesso in cui si troverebbero l'uomo comune e berlusconi in un mondo dal quale qualcuno cancellasse il denaro.
La livella di Totò fatta prospettiva politica, un osso di brontosauro lanciato in un recinto di rotweiler
avrebbe generato meno bava e latrati.
Ma non bastava eliminare le differenze di alfabetizzazione che fino a ieri costituivano invalicabile recinto, per attivare gente per la quale, a leggerli, il giorno delle votazioni sarà nella maggior parte dei casi il secondo in cui metteranno piede in un'aula scolastica, serviva qualcosa di più, serviva proprio lusingarli.
Per centrare anche quell'obiettivo ha avuto la seconda geniale pensata: il web.
Se io e un esperto di politica ora siamo sullo stesso piano perché radendo al suolo la politica si ripristina il punto di partenza e di confronto, inserendo il web come struttura (unica) organizzativa porto lui sotto di me perché io sono gggiovane e ne so un sacco di più di quelle cariatidi al governo che manco sanno twittare.
Nella nuova stanza dei bottoni quello qualificato sarò io e questo avverrà senza che io abbia dovuto spostare la mia condizione fino a ieri misera.
Il terzo trucco è stato l'isolamento e la protezione di ogni contaminazione esterna al movimento: se evitiamo come la peste ogni confronto, la percezione di essere superiori resterà intonsa perché mai sperimentata e percependo questo come la vera forza collante, la massa arriva intatta alle urne perché mai dissuasa da verifica effettiva, se possibile aumentata dalla quota che si sommerà lungo il cammino grazie al potere attraente di Mangiafuoco e della promessa del paese dei balocchi, le cui possibilità di accesso sono, com'è noto, direttamente proporzionali alla propria ignoranza e non viceversa, come in ogni mondo meno che fiabesco.
Basterà far percepire loro che il loro non rispondere alle domande non sarà il risultato di assenza di competenza, ma sarà parte stessa dell'azione, dovrà essere percepita come una scelta bellica così che ciascuno senta ciò che ieri era timore tramutato in forza di gruppo; l'unica necessità è che sia scelta di gruppo e senza cedimenti, nessuno deve derogare e nessuno deve cedere alla tentazione di approfondire o accettare una sfida sui temi , così che l'ignoranza di uno sia dissolta dentro il muro opposto dai tutti.
“Non sono io che non ti rispondo, è il movimento che mi ha autorizzato a non farlo. Ti potrei rispondere ma non lo faccio perché le risposte sono tutte sul web e se le vuoi proprio sapere te le vai a cercare" è il grido di battaglia.
Sono due giorni che scorro rapìto centinaia di commenti di quel delirante mondo e in due giorni non ho trovato una sola davvero una sola risposta che non fosse l'invito a cercarsi la risposta altrove e ogni volta sento l'irresistibile desiderio di stringere la mano al genio che s'è inventato quest'uovo di colombo capace di prendere migliaia di ignoranti e farli sentire tutti, di colpo, ciascuno di loro, fondamenta di un’unica enorme intelligenza complessiva, senza bisogno di attraversare quell’invalicabile cancello fino a oggi loro precluso che è stata la necessità di provarlo.
C'è chi ti consiglia Gùghel, chi ti dice semplicemente che ti conviene cominciare a tremare, chi ti consiglia Iutùbbe, chi ti dice semplicemente che ti conviene prepararti a rispondere alle domande che ti faranno perché STIAMO ARRIVANDO E SARA' UN PIACERE, chi ti dice di andare sul sito di Grillo se vuoi sapere cosa pensa Grillo, chi ti dice semplicemente che ti conviene prepararti alla vendetta del popolo, chi ti suggerisce di sintonizzarti sui canali finlandesi, chi di leggere i fondi di caffé.
Ce ne fosse uno in grado di mettere insieme una frase in un italiano mediamente decente o che almeno contenga qualcosa, eventualità che permetterebbe di soprassedere sulla disperante incapacità di scrivere in un italiano anche solo accettabile.
Berlusconi era riuscito nell'intento di convincere l'uomo mediocre che consegnando a lui il potere ne avrebbe condiviso la vittoria.
Grillo ha sintetizzato ulteriormente facendo il vero salto di qualità: l'ha convinto che la vittoria non dovrà nemmeno condividerla perché lui non ne vuole alcuna parte, sarà tutta e interamente sua e potrà, anzi dovrà, usarla per spazzare via tutto ciò che fino a ieri lo ha costretto alla nullità sociale.
Il terzo trucco è stato l'isolamento e la protezione di ogni contaminazione esterna al movimento: se evitiamo come la peste ogni confronto, la percezione di essere superiori resterà intonsa perché mai sperimentata e percependo questo come la vera forza collante, la massa arriva intatta alle urne perché mai dissuasa da verifica effettiva, se possibile aumentata dalla quota che si sommerà lungo il cammino grazie al potere attraente di Mangiafuoco e della promessa del paese dei balocchi, le cui possibilità di accesso sono, com'è noto, direttamente proporzionali alla propria ignoranza e non viceversa, come in ogni mondo meno che fiabesco.
Basterà far percepire loro che il loro non rispondere alle domande non sarà il risultato di assenza di competenza, ma sarà parte stessa dell'azione, dovrà essere percepita come una scelta bellica così che ciascuno senta ciò che ieri era timore tramutato in forza di gruppo; l'unica necessità è che sia scelta di gruppo e senza cedimenti, nessuno deve derogare e nessuno deve cedere alla tentazione di approfondire o accettare una sfida sui temi , così che l'ignoranza di uno sia dissolta dentro il muro opposto dai tutti.
“Non sono io che non ti rispondo, è il movimento che mi ha autorizzato a non farlo. Ti potrei rispondere ma non lo faccio perché le risposte sono tutte sul web e se le vuoi proprio sapere te le vai a cercare" è il grido di battaglia.
Sono due giorni che scorro rapìto centinaia di commenti di quel delirante mondo e in due giorni non ho trovato una sola davvero una sola risposta che non fosse l'invito a cercarsi la risposta altrove e ogni volta sento l'irresistibile desiderio di stringere la mano al genio che s'è inventato quest'uovo di colombo capace di prendere migliaia di ignoranti e farli sentire tutti, di colpo, ciascuno di loro, fondamenta di un’unica enorme intelligenza complessiva, senza bisogno di attraversare quell’invalicabile cancello fino a oggi loro precluso che è stata la necessità di provarlo.
C'è chi ti consiglia Gùghel, chi ti dice semplicemente che ti conviene cominciare a tremare, chi ti consiglia Iutùbbe, chi ti dice semplicemente che ti conviene prepararti a rispondere alle domande che ti faranno perché STIAMO ARRIVANDO E SARA' UN PIACERE, chi ti dice di andare sul sito di Grillo se vuoi sapere cosa pensa Grillo, chi ti dice semplicemente che ti conviene prepararti alla vendetta del popolo, chi ti suggerisce di sintonizzarti sui canali finlandesi, chi di leggere i fondi di caffé.
Ce ne fosse uno in grado di mettere insieme una frase in un italiano mediamente decente o che almeno contenga qualcosa, eventualità che permetterebbe di soprassedere sulla disperante incapacità di scrivere in un italiano anche solo accettabile.
Berlusconi era riuscito nell'intento di convincere l'uomo mediocre che consegnando a lui il potere ne avrebbe condiviso la vittoria.
Grillo ha sintetizzato ulteriormente facendo il vero salto di qualità: l'ha convinto che la vittoria non dovrà nemmeno condividerla perché lui non ne vuole alcuna parte, sarà tutta e interamente sua e potrà, anzi dovrà, usarla per spazzare via tutto ciò che fino a ieri lo ha costretto alla nullità sociale.
Lo specchietto è l’auto che andrà a frullati di frutta
salvando l’umanità, la spinta è la vendetta di classe e il riscatto sociale finalmente
percepiti come scenario realistico.
Qualcuno è riuscito a fare l’alchimia trasformando la
vendetta da quell’utopia che è stata fino a oggi, in immagine percepita come
concretamente realizzabile e vicina e quel qualcuno è Grillo.
Una folla pronta a cedere al messia ogni guadagno economico, come una qualsiasi setta sudamericana, perché saziati dal maggiore e più importante guadagno che sta garantendo loro: l’emersione da quell’irrilevanza che la loro storia di volontario disinteresse verso tutto ciò che richieda almeno la terza media, ha fino a oggi imposto loro come unico futuro possibile.
Vite nella maggior parte dei casi trascinate dal ritmo
dei tornelli, vite passive e fatte di un
approfondimento il cui punto massimo quando si faceva bestemmia imponeva
pisolino per riprendersi, improvvisamente trasformata in una folla alla quale qualcuno
ha consegnato la prospettiva del governo del mondo senza la necessità di modificare quel nulla
di cui la loro indagine personale è stata fino a oggi vestita e anzi
conservandolo così perché trasformato in virtù, perché sinonimo di
incontaminazione, di purezza, elemento che nel grande giorno del giudizio potranno
mostrare per ricevere la divisa, tanto agognata, da esecutore della condanna e della vendetta verso i colpevoli di tutto ciò che è stato fino a oggi rubato loro.
Come poteva raccogliere numeri inferiori alle centinaia di migliaia, probabilmente milioni, in un paese come questo?
L'unica briciola di ottimismo con cui si esce da due giorni in quel mondo lì è il sospetto che di quel 20% che si stima porterà alle urne, una buona metà, quelli che trovi nei commenti del Fatto sicuramente, sbaglieranno a scrivere la scheda colti dall'ansia della prima volta, non sapranno che il vaffanculo scritto sopra la annulla, scopriranno al seggio che non basta la carta d'identità.
Grideranno al gomblotto perché sono lagggente il potere li temono, ma per martedì saranno di nuovo al bar a trattare di scii kimike e vaffanculo.
update: cristtiddìo
