11 marzo 2013
9 marzo 2013
Posso liberare la punta della lingua
"c'è una forma di pazzia che si esprime in ragionamenti logici validi, quello che manca è il collegamento ad un risultato utile. Nessuna contraddizione, solo isolamento progressivo dalla gente"
Niente, solo per appuntarmi una sintesi che io non ho mai saputo fare.
2 marzo 2013
Ok, hai vinto: tu sei Dio
Allora proviamo a vedere se comincio a capirne i contorni.
La posizione regalatagli dall'esito elettorale unita all'abitudine dei media italiani di ignorare chiunque domani perda e pendere dalle labbra di chiunque oggi vinca, più o meno la linea politica del PD da quando è stato fondato, ha generato in questi giorni un vortice mediatico che vede ogni starnuto di Grillo innescare una progressione sempre uguale che porta quello starnuto a diventare lancio d'agenzia entro le sette del mattino, sottopancia Breaking News entro mezzogiorno, talk show con non meno di sei analisti a ora di cena, titolo delle prime pagine del giorno dopo su cui si interrogano le rassegne stampa fino a che, alle sette, i lanci d'agenzia non riavviano la macchina da capo sul nuovo starnuto.
Essendo lui persona che certo tra i suoi difetti non ha l'incapacità di maneggiare a proprio favore queste dinamiche, si ritrova oggi in una finestra d'attenzione che se capitalizzata può essere potente come dieci piazze san giovanni al giorno.
Allora sei in salotto insieme ai tuoi colleghi e amici a ridere mentre guardi in diretta tv il tuo giardino riportato all'interno della casa attraverso uno schermo riempito via satellite dalla folla di giornalisti e operatori che fuori dal cancello zoommano alla disperata ricerca di un cactus, una lattina dimenticata sul tavolo sotto il gazebo, due api che passano, qualsiasi cosa sia "dalla casa di Grillo" pur di avere qualcosa da inviare in redazione su cui costruire un titolo che giustifichi la spesa del viaggio della troupe.
Mentre vai al frigo a prendere un'altra birra un lampo ti illumina i pensieri, senza esitazione prendi anche degli stuzzicadenti e ne spezzi uno, torni in salotto e tenendoli in mano chiedi ai tuoi amici di prenderne uno ciascuno, chi prende il più corto sarà l'uomo che oggi deciderà le sorti dell'Italia.
Loro non capiscono, non possono ancora, ma sanno che se dici una cosa è vera e quindi ti e-seguono, estratto il vincitore vai nel guardaroba e te ne esci con un piumino ricevuto in qualche piazza in cambio di una caciotta che ti sei sempre chiesto quando mai l'avresti potuto indossare e quel mai è oggi, mai come oggi.
Chi ha vinto lo indossa, esce in giardino, e per un giorno è su tutti i giornali come Grillo, senza essere Grillo, reso Grillo dai media così assetati di Grillo che chiunque non possa essere indicato come innegabilmente non-Grillo per loro sarà Grillo e quindi tu sarai Grillo, non dovrai nemmeno starnutire, ci pensa la tv a chiudere il cerchio e a dirti Grillo, tu non avrai nemmeno dovuto mentire negando di essere solo uno degli amici uscito un attimo a innaffiare i gerani, sarà sufficiente non parlare perché per i media se non smentisci di essere tu allora sei tu, non serve altro, non hai mentito tu, non hanno mentito loro, tanto basta perché si possa parlare di verità, la realtà è creata senza bisogno di averla.
Dentro casa tutti ridono guardando Grillo che saluta Grillo che lo saluta dallo schermo, mentre Grillo in giardino salutando Grillo dallo schermo saluta anche i giornalisti da parte di Grillo che saluta da dentro casa, è l'apoteosi della telerealtà, la videocrazia non vedrà mai più occasioni di sintesi così perfette, dopo il miracolo M5S la tv gli ha regalato anche quello dell'ubiquità, Casaleggio semi addormentato sul divano registra col telefono una videopillola in cui spiega il teorema del Grillo Non Parlante applicato ai media e ne espone l'applicabilità in termini di prossima difesa dall'invasione aliena, Scanzi butta giù gli appunti per l'articolo sul Fatto in cui spiegherà che Padre Pio non era nessuno in confronto a Grillo, l'AD dell'azienda del piumino col marchio in evidenza (gomblotto multinazionale!) telefona al volo alla moglie per dirle di correre in magazzino a verificare se sono pronti a reggere lo Tsunami di richieste, Grillo ride, Grillo ride, Grillo ride e con la matita copiativa indelebile che ha preso al seggio tatua sulla schiena del Grillino qualifica "Eunuco Staffetta" il post del giorno dopo, con le direttive che la folgorazione datagli da ciò che gli ha restituito lo schermo gli ha suggerito.
Poche settimane dopo è il grande giorno: centosessantatrè persone entrano in parlamento indossando quel piumino, sfilando davanti a quella che con ogni probabilità sarà la muraglia di giornalisti più grande che il paese abbia mai visto raccogliersi, al punto che per trovare un precedente paragonabile si dovrà andare indietro fino ai giorni in cui la tragedia di Alfredino (per i Grillini: il solito link) cambiò per sempre, rendendo da quel giorno in poi impossibile stabilire ogni volta quale sia l'uovo e quale la gallina, il rapporto tra televisione e psicodramma.
Manda loro esattamente quello che le telecamere ingenuamente pensavano di potergli imporre e cioè l'immagine di centosessantatrè cloni di Grillo.
Loro erano lì per (di)mostrare quello, lui avrà dato loro la verità prima che loro potessero iniziare a crearla, la procedura andrà in cortocircuito e imploderà, il web testuale diverrà unico canale di informazione considerato autorevole perché avendo tolto alla realtà visiva l'autoevidenza l'avrà resa inefficace, lui sarà Imperatore del Mondo.
27 febbraio 2013
Nemmeno ventiquattro ore
Ma sono meravigliosi.
Nemmeno 24 ore e si ritrovano arenati sugli scogli della burokrazia e della ka$ta.
A poche ore dalla chiusura delle urne l'annuncio di Grillo di andare lui a parlare con Napolitano iniziava a far saltare la mosca al naso ai primi sei o sette, in mezzo agli enne milioni che in campagna elettorale riempivano internet di rassicurazioni circa il fatto che una volta eletti lui mai si sarebbe occupato direttamente della questione.
E infatti, eccolo lì che va al Colle (per i Grillini: link).
Del resto glie l'aveva detto lui e come è noto qualsiasi cosa lui dica loro diventa immediatamente verità e modulo di risposta utilizzato come formiche a ogni contestazione.
Ora vagli a chiedere "E allora come mai va lui a parlarci?" ma soprattutto vagli a chiedere se la cosa è il risultato di quella consultazione via web che tutto da oggi deciderà come da programma o se è semplicemente l'ennesima che si vedono calata addosso senza discussione né comunicazione, ma naturalmente fatta a loro nome.
Ma forse ancora ubriachi dalle birre della sera prima, in realtà in molti si sono persi questo dettaglio, in fondo un po' di labirintite da euforia va compresa e perdonata.
Il problema è che oggi, ma è chiaro che a questo punto ogni giorno ce ne sarà una, c'è quella nuova: SE NE VADANO TUTTI AFFANCULO LADRI ARRIVIAMO E' UN PIACERE VI APRIAMO COME SCATOLE DI TONNO.
E allora vai a leggere la discussione e cominci quasi a divertirti, perché ora che sono ENTRATI NELLA STANZA DEI BOTTONI ORA APRONO I CASSETTI E VEDRETE tocca cominciare a confrontarsi con quella cosa antipatica che sono i meccanismi di funzionamento e sono dolori, bisogna aver fatto almeno le medie.
Ma certo ci sono quelli che proprio stupidi non sono, che si stanno chiedendo prima di tutto se questa cosa della fiducia è stata votata DALLAGGENTE (quelli che IL POTERE CI TEMONO) o l'ha stabilita lui arbitrariamente stamattina sul water, in secondo luogo come si possa votare i singoli provvedimenti se non c'è un governo che li propone.
La questione sta scatenando il panico, perché non solo su 1000 che stanno facendo la domanda si contano sulle dita di una mano quelli che specificano che la questione è tecnica, non programmatica, ma soprattutto nessuno dei disperati che tentano di spiegare che la fiducia è necessaria per avere un governo e quindi per avere dei provvedimenti da votare, si applica per spiegare la differenza tra fiducia al governo e fiducia sulle singole proposte.
Allora hai un cortocircuito che sta andando avanti da ore, che vede centinaia di persone incastrarsi tra loro mentre cercano di aver ragione a vicenda su questioni che nessuno ha spiegato loro e che a nemmeno 24 ore dalla chiusura delle urne sta mostrando il cuore del problema di quella gente lì.
La loop è così composta:
C'è quello che dice che Grillo fa bene a mandarli affanculo perché loro hanno detto che non si alleeranno con nessuno ma voteranno solo singoli provvedimenti
Allora spunta quello che dice che per votare i provvedimenti serve che ci siano i provvedimenti, per avere i provvedimenti serve che ci sia un governo, per avere un governo serve dargli la fiducia
A quel punto interviene quell'altro che gli risponde che loro la fiducia non la danno ai partiti ma solo ai singoli provvedimenti e che hanno vinto le elezioni per fare questo.
Arriva allora quell'altro ancora che dice che se non si fa partire il meccanismo dando la fiducia al governo, qualsiasi governo, non ci saranno proposte di legge da votare e quindi il programma se lo possono infilare in culo.
E' quello il momento di Enrico Toti, secondo il quale se la casa deve bruciare brucerà, loro non si alleeranno mai con nessuno.
Torna quello di prima che tenta di spiegargli che non si parla di allearsi ma di far procedere la macchina perché le proposte che loro vogliono votare abbiano modo di essere proposte.
Torna a bomba quell'altro, secondo il quale da programma nessuna fiducia a nessun governo, loro la fiducia la danno solo alle proposte di legge singole una per volta.
Ogni tanto torna qualche disperato che tenta, invano, di spiegare che i due meccanismi di fiducia sono diversi e in particolare che il primo è necessario perché avvenga il secondo, ma non serve, è complicato il concetto di fiducia se imparato in 5 minuti ieri sera, chiedere loro di impararne addirittura due è francamente eccessivo e quindi è lo stallo totale, non riescono a fare un centimetro in avanti nella discussione da stamattina.
Da ore stanno andando avanti così.
Sono passate 24 ore, non sono nemmeno ancora saliti sul treno per Roma e si stanno incastrando nemmeno tra i mille regolamenti, ma alla pagina 1, quella dove è scritto come parte il tutto.
Però se poi dici che è gente che nemmeno sapeva che le camere fossero due ti dicono che lo stronzo sei tu.
Sarà l'armageddon, come far guidare lo shuttle ai Teletubbies solo perché non esiste una legge che lo vieti.
Nemmeno 24 ore e si ritrovano arenati sugli scogli della burokrazia e della ka$ta.
A poche ore dalla chiusura delle urne l'annuncio di Grillo di andare lui a parlare con Napolitano iniziava a far saltare la mosca al naso ai primi sei o sette, in mezzo agli enne milioni che in campagna elettorale riempivano internet di rassicurazioni circa il fatto che una volta eletti lui mai si sarebbe occupato direttamente della questione.
E infatti, eccolo lì che va al Colle (per i Grillini: link).
Del resto glie l'aveva detto lui e come è noto qualsiasi cosa lui dica loro diventa immediatamente verità e modulo di risposta utilizzato come formiche a ogni contestazione.
Ora vagli a chiedere "E allora come mai va lui a parlarci?" ma soprattutto vagli a chiedere se la cosa è il risultato di quella consultazione via web che tutto da oggi deciderà come da programma o se è semplicemente l'ennesima che si vedono calata addosso senza discussione né comunicazione, ma naturalmente fatta a loro nome.
Ma forse ancora ubriachi dalle birre della sera prima, in realtà in molti si sono persi questo dettaglio, in fondo un po' di labirintite da euforia va compresa e perdonata.
Il problema è che oggi, ma è chiaro che a questo punto ogni giorno ce ne sarà una, c'è quella nuova: SE NE VADANO TUTTI AFFANCULO LADRI ARRIVIAMO E' UN PIACERE VI APRIAMO COME SCATOLE DI TONNO.
E allora vai a leggere la discussione e cominci quasi a divertirti, perché ora che sono ENTRATI NELLA STANZA DEI BOTTONI ORA APRONO I CASSETTI E VEDRETE tocca cominciare a confrontarsi con quella cosa antipatica che sono i meccanismi di funzionamento e sono dolori, bisogna aver fatto almeno le medie.
Ma certo ci sono quelli che proprio stupidi non sono, che si stanno chiedendo prima di tutto se questa cosa della fiducia è stata votata DALLAGGENTE (quelli che IL POTERE CI TEMONO) o l'ha stabilita lui arbitrariamente stamattina sul water, in secondo luogo come si possa votare i singoli provvedimenti se non c'è un governo che li propone.
La questione sta scatenando il panico, perché non solo su 1000 che stanno facendo la domanda si contano sulle dita di una mano quelli che specificano che la questione è tecnica, non programmatica, ma soprattutto nessuno dei disperati che tentano di spiegare che la fiducia è necessaria per avere un governo e quindi per avere dei provvedimenti da votare, si applica per spiegare la differenza tra fiducia al governo e fiducia sulle singole proposte.
Allora hai un cortocircuito che sta andando avanti da ore, che vede centinaia di persone incastrarsi tra loro mentre cercano di aver ragione a vicenda su questioni che nessuno ha spiegato loro e che a nemmeno 24 ore dalla chiusura delle urne sta mostrando il cuore del problema di quella gente lì.
La loop è così composta:
C'è quello che dice che Grillo fa bene a mandarli affanculo perché loro hanno detto che non si alleeranno con nessuno ma voteranno solo singoli provvedimenti
Allora spunta quello che dice che per votare i provvedimenti serve che ci siano i provvedimenti, per avere i provvedimenti serve che ci sia un governo, per avere un governo serve dargli la fiducia
A quel punto interviene quell'altro che gli risponde che loro la fiducia non la danno ai partiti ma solo ai singoli provvedimenti e che hanno vinto le elezioni per fare questo.
Arriva allora quell'altro ancora che dice che se non si fa partire il meccanismo dando la fiducia al governo, qualsiasi governo, non ci saranno proposte di legge da votare e quindi il programma se lo possono infilare in culo.
E' quello il momento di Enrico Toti, secondo il quale se la casa deve bruciare brucerà, loro non si alleeranno mai con nessuno.
Torna quello di prima che tenta di spiegargli che non si parla di allearsi ma di far procedere la macchina perché le proposte che loro vogliono votare abbiano modo di essere proposte.
Torna a bomba quell'altro, secondo il quale da programma nessuna fiducia a nessun governo, loro la fiducia la danno solo alle proposte di legge singole una per volta.
Ogni tanto torna qualche disperato che tenta, invano, di spiegare che i due meccanismi di fiducia sono diversi e in particolare che il primo è necessario perché avvenga il secondo, ma non serve, è complicato il concetto di fiducia se imparato in 5 minuti ieri sera, chiedere loro di impararne addirittura due è francamente eccessivo e quindi è lo stallo totale, non riescono a fare un centimetro in avanti nella discussione da stamattina.
Da ore stanno andando avanti così.
Sono passate 24 ore, non sono nemmeno ancora saliti sul treno per Roma e si stanno incastrando nemmeno tra i mille regolamenti, ma alla pagina 1, quella dove è scritto come parte il tutto.
Però se poi dici che è gente che nemmeno sapeva che le camere fossero due ti dicono che lo stronzo sei tu.
Sarà l'armageddon, come far guidare lo shuttle ai Teletubbies solo perché non esiste una legge che lo vieti.
26 febbraio 2013
Così parlò
Una decina di giorni fa, essendo quasi alla fine del libro in corso, decisi di comprarne due che trattano, diciamo così, l'attualità.
Uno è "Contro corrente. Intervista sulla sinistra ai tempi dell'antipolitica" il noto libro-intervista in cui D'Alema disegna il futuro della sinistra raccontandone il passato.
Mi sono predisposto alla lettura con un approccio curioso soprattutto rispetto all'effetto di dislocazione temporale, dal momento che il libro è stato scritto in previsione delle elezioni e io ho iniziato a leggerlo, per una coincidenza di tempistiche treno/elezioni, proprio stasera, quando rientrato a Milano per votare mi sono seduto nella mia solita trattoria e, con i risultati urlati da ogni radio, mi sono avviato a sentire un po' questo punto di vista su come andranno le elezioni che, al netto del personale giudizio, ritengo in ogni caso voce competente per comprendere l'evoluzione di questa cosa chiamata sinistra.
E infatti, il libro di questa voce competente, inizia così:
"Questo libro esce nel vivo di una crisi drammatica, alla vigilia di un voto che certamente segnerà la storia del paese, chiudendo tutta una fase della vita nazionale.
Una prospettiva, per l'Italia, c'è. L'idea di un'alleanza delle forze progressiste aperta ai moderati, con la leadeship di Pier Luigi Bersani, appare come l'unica proposta politica in grado di rispondere all'esigenza di una ricostruzione democratica[...] Il paese era veramente giunto sull'orlo del collasso, anche se la memoria corta degli italiani rischia di rimuovere questa realtà. Mario Monti ha interpretato davvero quel ruolo di responsabilità e di salvezza nazionale cui è stato chiamato dal capo dello Stato.[...] Credo che il merito maggiore di Monti sia stato quello di aver restituito voce e credibilità all'Italia sulla scena europea e internazionale, dopo un periodo di marginalità o di profonda umiliazione. Basterebbe questo a motivare la gratitudine che tutti noi dobbiamo al presidente del Consiglio e anche, sia consentito, a chi lo ha voluto e sostenuto con lealtà, mettendo da parte la legittima richiesta di un voto immediato e la probabile conquista anticipata del governo. Come in altri passaggi cruciali della storia del Paese, ha prevalso a sinistra il senso del dovere verso l'Italia e credo che questa scelta legittimi ora, accanto alla forza del conseso popolare, la candidatura di Bersani alla guida del Governo."
Finito di cenare torno in albergo con queste parole nella mente e accendo la tv, che mi conferma il PD sconfitto al Senato, a meno dello 0,8 di distanza dal PdL alla Camera, Monti vaporizzato e M5S primo partito in tutti i luoghi e tutti i laghi con una squadra di 150 bravissime persone che (e io che lo dicevo per sfotterli) come da (non)statuto dopo averne discusso in consiglio comunale a Torino, porteranno le Scii Kimiki in discussione finalmente anche in Parlamento.
L'immagine da alcool test data dal mix tra le parole di D'alema e i risultati elettorali è devastante.
Se entro i prossimi due capitoli non mi dice che tutto quel preambolo serviva da apripista al successivo "Scherzavo" con seguente ammissione che il PD il governo a Monti l'ha lasciato solo perché, consapevole dello sfacelo di manovre che sarebbe toccato al governo successivo, se ne sono guardati bene dal metterci loro la faccia, butto il libro per manifesta presa per il culo e mi dedico all'altro comprato nello stesso giorno.
Un libro che, comprato dieci giorni fa per interesse, stasera mi sembra tanto assumere i contorni del Manuale delle Giovani Marmotte.
Tutto questo lo dico naturalmente per mettere le mani avanti quando nei prossimi giorni le guardie della rivoluzione mi verranno a suonare alla porta per farmi due domande circa la sincerità del mio interesse per il Partito.
Io ne ero affascinato anche prima che facesse carte ori settebello e primiera, guardi lo scontrino, O'Brian!
M5S è Libertà!
Uno è "Contro corrente. Intervista sulla sinistra ai tempi dell'antipolitica" il noto libro-intervista in cui D'Alema disegna il futuro della sinistra raccontandone il passato.
Mi sono predisposto alla lettura con un approccio curioso soprattutto rispetto all'effetto di dislocazione temporale, dal momento che il libro è stato scritto in previsione delle elezioni e io ho iniziato a leggerlo, per una coincidenza di tempistiche treno/elezioni, proprio stasera, quando rientrato a Milano per votare mi sono seduto nella mia solita trattoria e, con i risultati urlati da ogni radio, mi sono avviato a sentire un po' questo punto di vista su come andranno le elezioni che, al netto del personale giudizio, ritengo in ogni caso voce competente per comprendere l'evoluzione di questa cosa chiamata sinistra.
E infatti, il libro di questa voce competente, inizia così:
"Questo libro esce nel vivo di una crisi drammatica, alla vigilia di un voto che certamente segnerà la storia del paese, chiudendo tutta una fase della vita nazionale.
Una prospettiva, per l'Italia, c'è. L'idea di un'alleanza delle forze progressiste aperta ai moderati, con la leadeship di Pier Luigi Bersani, appare come l'unica proposta politica in grado di rispondere all'esigenza di una ricostruzione democratica[...] Il paese era veramente giunto sull'orlo del collasso, anche se la memoria corta degli italiani rischia di rimuovere questa realtà. Mario Monti ha interpretato davvero quel ruolo di responsabilità e di salvezza nazionale cui è stato chiamato dal capo dello Stato.[...] Credo che il merito maggiore di Monti sia stato quello di aver restituito voce e credibilità all'Italia sulla scena europea e internazionale, dopo un periodo di marginalità o di profonda umiliazione. Basterebbe questo a motivare la gratitudine che tutti noi dobbiamo al presidente del Consiglio e anche, sia consentito, a chi lo ha voluto e sostenuto con lealtà, mettendo da parte la legittima richiesta di un voto immediato e la probabile conquista anticipata del governo. Come in altri passaggi cruciali della storia del Paese, ha prevalso a sinistra il senso del dovere verso l'Italia e credo che questa scelta legittimi ora, accanto alla forza del conseso popolare, la candidatura di Bersani alla guida del Governo."
Finito di cenare torno in albergo con queste parole nella mente e accendo la tv, che mi conferma il PD sconfitto al Senato, a meno dello 0,8 di distanza dal PdL alla Camera, Monti vaporizzato e M5S primo partito in tutti i luoghi e tutti i laghi con una squadra di 150 bravissime persone che (e io che lo dicevo per sfotterli) come da (non)statuto dopo averne discusso in consiglio comunale a Torino, porteranno le Scii Kimiki in discussione finalmente anche in Parlamento.
L'immagine da alcool test data dal mix tra le parole di D'alema e i risultati elettorali è devastante.
Se entro i prossimi due capitoli non mi dice che tutto quel preambolo serviva da apripista al successivo "Scherzavo" con seguente ammissione che il PD il governo a Monti l'ha lasciato solo perché, consapevole dello sfacelo di manovre che sarebbe toccato al governo successivo, se ne sono guardati bene dal metterci loro la faccia, butto il libro per manifesta presa per il culo e mi dedico all'altro comprato nello stesso giorno.
Un libro che, comprato dieci giorni fa per interesse, stasera mi sembra tanto assumere i contorni del Manuale delle Giovani Marmotte.
Tutto questo lo dico naturalmente per mettere le mani avanti quando nei prossimi giorni le guardie della rivoluzione mi verranno a suonare alla porta per farmi due domande circa la sincerità del mio interesse per il Partito.
Io ne ero affascinato anche prima che facesse carte ori settebello e primiera, guardi lo scontrino, O'Brian!
M5S è Libertà!
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