3 marzo 2014

Breaking news

Esistono angoli di mondo nei quali ancora accade una cosa che ha dell'incredibile: le persone riescono a stare a tavola a parlare per un'intera sera senza che mai compaia un cellulare sul tavolo, in mano, forse persino in mente.
Angoli di pace nei quali ci si dimentica di stare qui e di stare ora.
Mi sto allenando a parlare di meno e solo di me o solo di te.
Mi sto allenando, non ho detto che ci sia già riuscito.
Comunque, la notizia è questa, cenare senza mai controllare il cellulare è possibile, non si muore.

A proposito di cellulare una cosa che mezzo mondo conoscerà e che invece per me è nuova: ne avete uno Android collegato a un account Google e usate le impostazioni predefinite? (cit. Attivissimo)
Allora visto che se mi state leggendo siete al computer, fate login al vostro account (probabilmente l'avete già fatto come prima cosa stamattina) poi cliccate qui e divertitevi col calendario.
Tempi duri per chi ha un(')amante (o più) e ha le password condivise col consorte.
Se non disabiliti la funzione hai alibi da trovare dal 2012 a oggi e riuscirci è impresa non alla portata di chi è così poco intelligente da farsi un'amante, se la disabiliti sei reo confesso/a da oggi per l'eternità.
In ogni caso se hai dubbi sul tuo compagno/a non serve più spendere soldi con Sherlock Holmes o in ansiolitici, basta che gli chiedi di fare la prova con te davanti e in sei secondi netti qualsiasi sia la risposta avrai la tua risposta.
E' il progresso bellezza.

28 febbraio 2014

Brevi

Si pensava che Facebook avesse segnato il confine tra il mondo sviluppato e l'avvio del processo di involuzione umana.
Ora il problema è come definire Twitter.
Non si regge più.
Passino le 12enni che si fotografano le tette per elemosinare attenzione, hanno l'alibi dell'età e dell'assenza di strumenti alternativi ancora da sviluppare, passino le star che ne sfruttano la possibilità di essere palco aggiuntivo, hanno l'alibi del mutuo e della professione, ma si voti al più presto il divieto per ogni politico di servirsene perché il problema non era ridurre la capacità di lettura della massa votante ancora più di quanto fossero riusciti a ridurla il cavaliere e Beppe Sai Baba Grillo, ma di invertire proprio quella tendenza per cercare di salvare il salvabile.

Personale nota fuori contesto:
Ringrazio PdM e consorte per il consiglio di lettura.
In nome della Madre, libro che si legge in un'ora (e sul quale vale la pena aggiungere pure personale lode a chi ha pensato il progetto grafico finalmente considerato al pari del contenuto) è un libro meraviglioso e lo dico dalla mia sedia di ateo che più ateo non si può.
Quanta delicatezza e bellezza sia capace di contenere in così poche pagine non si può descrivere.
E anche chi se ne frega se l'autore ha recentemente ribadito il suo filoterrorismo.
Anche Polanski non vanta quella che si può definire una bella fedina penale ma non per questo Luna di fiele smette di essere un gran cazzo di film.

Secondo step del percorso verso il mio avere un'agente.
Fatta nuova riunione, dichiarata disponibilità a farlo anche in incognito se così preferirò.
Devo ancora capire come si possa essere agente di qualcuno in incognito visto che il meccanismo della rappresentanza vede il processo essere esattamente il contrario, ma quel che è certo è che più si alza l'offerta di elementi finalizzati a non oscurare il nome, più significa che nel settore devo aver raggiunto un potere contrattuale persino superiore a quello che io misuro ogni giorno direttamente, che già è oltre ogni aspettativa di qualche anno fa (non è vero io ci ho sempre creduto!).
Cioè non sono l'attore che per avere contratti ha bisogno delle relazioni di un agente, sono il calciatore che vede fuori dalla porta la fila di procuratori che si propongono come agenti per i contratti che io garantisco.
Il problema è che io temo di non saperla gestire questa cosa qui, che una volta fatto il salto mi  ritrovi dentro una cosa enorme che se enorme lo è diventata è proprio perché mai mi è interessato che lo fosse.
E però a furia di non pensare a cosa avrei voluto essere da grande, grande lo sono diventato.

Sarai orgogliosa di me, ti regalerò questo.

25 febbraio 2014

Riferimente

Oggi mio fratello ha compiuto un sacco di anni, un sacco di anni a pensare che il domani sarà migliore.
Per fare la stessa cosa dallo stesso numero di anni a me di forza ne serve un decimo e questa semplice proporzione è il motivo per cui io continuo a trovarla.
Basta questo, per rendermelo così indispensabile anche da lontano.



22 febbraio 2014

#nomachiavrebbemaipotutoimmaginarlo 2.0

Una settimana fa, io:

"Il discorso d'insediamento non è ovviamente ancora noto, ma facciamo che io metto cento euro su almeno dieci volte la parola Sussidiarietà, non meno di tre "asili" e una bella lisciata a quel Terzo Settore che non vede l'ora di consegnargli tutto il capitale sociale da sempre tenuto in un palmo di mano."

Ieri, lui:

"Mi piace pensare che la delega che Giuliano Poletti oggi ha ricevuto sia una delega al lavoro, al welfare, ma sia anche una delega a quello che inopportunamente viene considerato il Terzo Settore. Se guardate i numeri rischia di essere il primo in Italia"

Per i cento euro potete fare un bonifico, causale "Ennesima lezione di previsione del futuro".

E se la contestazione per evitare il bonifico dovesse essere "Ma non ha parlato di asili e sussidiarietà" suggerisco di attendere ancora poche ore poiché, essendo quelli due riferimenti di contenuto programmatico che quindi non avevano funzione in una conferenza stampa superficialmente celebrativa, sarà nel discorso con cui chiederà la fiducia che avrà bisogno di non restare sulla generica definizione di Terzo Settore ma di spingersi a precisare a quale parte del Terzo Settore si stesse esclusivamente riferendo.
Non potendo per (indubbia) cautela politica chiamarli direttamente Chiesa-Famiglia, userà i sinonimi Sussidiarietà-Asili, certo di poter contare su quella capacità di decifrare il codice che l'interlocutore di riferimento ha da sempre come modalità di trattativa contrattuale.

Tutto incluso nei cento euro, non state a cercare anche gli spiccioli in tasca.




21 febbraio 2014

Tanto va la gatta al lardo

Febbraio e come ogni anno si parte nella preparazione del lavoro dell'anno, quello per quel cliente che a settembre per tradizione riesce a portarci sempre nei posti nei quali lo scarto tra lo spettacolo che portiamo noi e la realtà intorno riesce sempre a essere di dimensione tale da tradursi nella maggior parte dei casi in paesi nei quali ci sono in corso guerre, rivoluzioni, pestilenze, cavallette e cataclismi sociali vari ed eventuali.
L'anno scorso sollevai il problema e fui zittito e zitto rimasi.
Febbraio e il gruppo vacanze Cliente+Agenzia+Tecnica parte come sempre per il sopralluogo nella struttura scelta per l'edizione successiva, per prendere le misure, gli accordi economici, contatto con i tecnici locali e tutto ciò che serve quando tornati a casa si dovranno dedicare i restanti mesi a preparare il tutto da qualche migliao di chilometri di distanza.
Partono tutti per il sopralluogo, fanno sopralluogo, si preparano al rientro, un autobus gli esplode accanto, il villaggio, che avremmo dovuto prendere in esclusiva per dieci giorni, chiude per terrorismo.
E questo è l'unico motivo per cui si riparte da zero sulla pianificazione in struttura diversa, perché altrimenti nulla esclude che sarebbe rimasta quella sull'onda del Noi ci andiamo tra tanti mesi e poi se sono aperti vuol dire che non succede nulla.
Vediamo chi è il primo che come alternativa propone Kiev.