Lo scontro di territorialità portato avanti a colpi di bacini e carezze prosegue con la nuova recentissima puntata di Napoli.
Un gruppo di neGr…poveri si barrica dentro una chiesa.
Il parroco li accoglie, lo stato militarizza il sagrato e prepara l’incursione.
Le truppe sono ferme in attesa di ordini.
Da un lato della trincea i poveri sono accolti dal sacro condottiero, dall’altro i manganelli attendono ordine di invasione.
L’ordine non arriva, il territorio è zona di competenza vaticana, le truppe ricevono ordine di azione in territorio italiano e fanno partire l’azione contro chiunque vi graviti intorno.
Sono manganellate che volano tutt’intorno alla chiesa.
Il sacro condottiero ricorda che la chiesa è con i neGr…con i poveri e che li proteggerà, sono a meno di 500 metri dalla cassetta, è competenza loro.
Allo Stato chiedono di spedirglieli via ordinanza, i poveri dentro le chiese grazie e non sui gradini, ma questo non significa che possano anche pensare di avere il potere di riprenderseli.
Non scherziamo.
Lo scontro sulla attribuzione di competenza sulla vita della Englaro non è nulla in confronto.
Finché i governi fintamente laici si comportavano da fintamente laici, le territorialità erano rispettate, lo stato italiano poteva fare ciò che voleva con gli operai, i manifestanti, i senza dio, insomma i comunisti, alla chiesa i bisognosi di carità.
Le regole sono quelle delle spartizioni del bottino.
Oggi che il governo è il meno laico della storia dei governi fintamente laici, le territorialità si stanno pericolosamente sovrapponendo perché a un governo così poco laico interessa l’uso dei poveri tanto quanto alla chiesa e la chiesa ha bisogno di ristabilire i rispettivi confini.
A voi i manifestanti, meglio se comunisti, a noi i neGr…poveri.
Là dove coincidano, il diritto di prelazione è nostro per investitura evangelica.
Il povero è sempre stato strumento della chiesa, come le prostitute per i narcotrafficanti: fanno cassa, e non ci sarà favore al vaticano che farà loro cedere il controllo a governo di sorta, più o meno papista che sia.
Il governo attuale ha bisogno che questo confine gli venga spiegato.
La chiesa glie lo sta spiegando.
Ringrazia per l’ordinanza che incanala il poverello tra le materne braccia, ma il poverello è roba della chiesa, giù le mani dal poverello, se devono o non devono uscire dalla parrocchia una volta spinti dentro lo stabilisce la chiesa, non la polizia di uno stato estero.
È come la guerra tra famiglie mafiose (è un esempio) per la spartizione dei settori d’affari.
Alla famiglia Rossi armi e droga, alla famiglia Bianchi appalti e territorio.
Quando i Rossi decidono di espandersi e usano le loro armi per controllare un appalto, i Bianchi reagiscono e cominciano le faide nelle quali ci si spara anche tra fratelli.
E siamo all’inizio.
Sono tutt’altro che amici questi qua, altro che bacio dell'anello, gli stava lisciando il pelo.
Due galli in un solo pollaio non ci sono mai stati e mai come oggi è evidente quanto il pollaio sia lo stesso.
Un gallo dice all’altro: il neGr…povero lo puoi usare per ottenere voti, per ottenere soldi è roba mia.
Giù le mani dal neGr…povero.
Non scherziamo.
La guerra è solo all’inizio.
Questa nuova invasione sul mercato di affaristi interessati all’uso del povero richiede una riorganizzazione delle strategie e degli interventi delle truppe, perché i poveri quelli sono, nonostante si stia lavorando per allargare il bacino il tempo che servirà per avere un consistente incremento di unità utilizzabili è superiore a quello necessario per impiegarli nei primi importanti (urgenti) utilizzi.
E allora si riorganizzano le truppe, si dispiegano sul territorio le unità, si preparano i piani d’assalto.
L’emergenza è tale se dura poco, il ferro è caldo, gli eserciti si preparano, il sole sta per scendere e l’attacco dev’essere fulmineo e ben condotto.
I Rossi hanno dispiegato le truppe militari davanti alle chiese, i Bianchi le prime
tende da campo per le truppe.
Roger, Charlie a ore sei, Kappa.