20 febbraio 2012

Come bambini di quarta elementare

Temo che il fatto che per trovare la notizia dei non uno non due ma ben tre militari italiani morti in Afghanistan sia necessario scorrere giù con la barra fino a non meno di metà homepage di quasi tutti i principali quotidiani nazionali, non deponga a favore di quelli che negano una piuttosto palese operazione immagine fatta dai media a favore del governo Monti.
Così come a loro favore non depone il fatto che nei giornali che al contrario quell'operazione la denunciano da mesi, la notizia è pubblicata se possibile ancora più in basso.

Qualche mese fa sarebbe stata la notizia di apertura di quasi tutti i media con conseguenti richieste di dimissioni, oggi quasi nemmeno la trovi.

Comunque, sono morti in tre nell'ennessimo chetelodicoafare incidente stradale.
Strade un sacco dissestate in Afghanistan e ai nostri militari andrebbe fatto un corso di aggiornamento guida, perché, Nassirya a parte, i restanti sono tutti TUTTI morti in incidenti stradali.
Morti insieme al senso del ridicolo che regge gli uffici stampa dell'esercito.

Ma l'italiano è e deve continuare a essere questo.
Essendo in guerra per portare il pane, non puoi morire per un colpo di fucile ma, al massimo, perché sbanda il carretto con la farina.
Conflitti a fuoco?
Ma non scherziamo, i nostri militari non sono lì per sparare e quindi se muoiono a grappoli è perché non sanno guidare.
Da anni ci dicono di aver mandato le elìte e i migliori e i professionisti e gli speciali che in mezzo mondo ci invidiano e poi ogni volta viene fuori che non sanno nemmeno tenere in strada i mezzi che li portano in giro.

Credibile, sì, certo.
Almeno quanto l'elenco di quelli morti per cause naturali.

05 febbraio 2012

Manco nevicasse in Libia(1)

Ieri in Siria(2) si è bombardato qualche centinaio di civili e il TG1 alle 20:25 non aveva ancora finito di parlare del fatto che a Gennaio nevica.

(2) - La Siria è quel paese che ha sparato sugli ispettori mandati a verificare se davvero si spara sui civili.
(1) - La Libia è quel paese che abbiamo bombardato per meno della metà delle prove

20 gennaio 2012

28 dicembre 2011

Benvenuta nel 1930

C'è questa pubblicità che la donna è leonessa roar, la società a lei ci tiene e le prepara i prodotti necessari per essere leonessa roar nella vita e correre nel traffico  per arrivare prima a essere leonessa con le sue necessità e le sue necessità sono fare la spesa e poi corre e il prodotto l'aiuta a correre verso il suo essere leonessa roar e i suoi bisogni e corre come leonessa roar per le vie della città verso i suoi impegni e i suoi impegni dopo aver fatto la spesa sono tenere i bambini a giocare sul divano.

C'è questa pubblicità che l'inquadratura sono due donne, vestito rosso e vestito nero, sono serie, sono modelle, ci sarà una macchina studiata per loro, un palazzo di uffici dedicato a loro, una linea d'abbigliamento pensata per loro e le loro necessità di donna leonessa con le sue necessità di correre nel traffico ma no, queste rossa e nera non corrono, il voiceover è maschio, parla con amico maschio, devono scegliere rosso o nero ma non parlano delle due donne eh eh eh copy furbissimi e enigmisticissimi che soluzioni sottilissime parlano del casinò on line, le due donne al casinò quando il gioco si fa duro dai come puoi pensare che, loro sono il premio del maschio che vince perché ha il coraggio del leone che tra rosso e nero non ha paura di rischiare perché è leone roar.