20 gennaio 2012
in giro trovo poco
che per caso è successo qualcosa che ha coinvolto tipo una nave?
alle 16:44 |
Etichette: Catodic'affà, levategli il microfono
28 dicembre 2011
Benvenuta nel 1930
C'è questa pubblicità che la donna è leonessa roar, la società a lei ci tiene e le prepara i prodotti necessari per essere leonessa roar nella vita e correre nel traffico per arrivare prima a essere leonessa con le sue necessità e le sue necessità sono fare la spesa e poi corre e il prodotto l'aiuta a correre verso il suo essere leonessa roar e i suoi bisogni e corre come leonessa roar per le vie della città verso i suoi impegni e i suoi impegni dopo aver fatto la spesa sono tenere i bambini a giocare sul divano.
C'è questa pubblicità che l'inquadratura sono due donne, vestito rosso e vestito nero, sono serie, sono modelle, ci sarà una macchina studiata per loro, un palazzo di uffici dedicato a loro, una linea d'abbigliamento pensata per loro e le loro necessità di donna leonessa con le sue necessità di correre nel traffico ma no, queste rossa e nera non corrono, il voiceover è maschio, parla con amico maschio, devono scegliere rosso o nero ma non parlano delle due donne eh eh eh copy furbissimi e enigmisticissimi che soluzioni sottilissime parlano del casinò on line, le due donne al casinò quando il gioco si fa duro dai come puoi pensare che, loro sono il premio del maschio che vince perché ha il coraggio del leone che tra rosso e nero non ha paura di rischiare perché è leone roar.
C'è questa pubblicità che l'inquadratura sono due donne, vestito rosso e vestito nero, sono serie, sono modelle, ci sarà una macchina studiata per loro, un palazzo di uffici dedicato a loro, una linea d'abbigliamento pensata per loro e le loro necessità di donna leonessa con le sue necessità di correre nel traffico ma no, queste rossa e nera non corrono, il voiceover è maschio, parla con amico maschio, devono scegliere rosso o nero ma non parlano delle due donne eh eh eh copy furbissimi e enigmisticissimi che soluzioni sottilissime parlano del casinò on line, le due donne al casinò quando il gioco si fa duro dai come puoi pensare che, loro sono il premio del maschio che vince perché ha il coraggio del leone che tra rosso e nero non ha paura di rischiare perché è leone roar.
alle 16:08 |
Etichette: Catodic'affà, chi dice donna è già qualcosa, Pericolanti
24 dicembre 2011
15 dicembre 2011
Apppunti per romanzo in 3 atti
I Atto:
Ossessione
Ossessione
Il disturbo ossessivo-compulsivo o DOC (in inglese
obsessive-compulsive disorder o OCD) viene chiamato anche sindrome
ossessivo-compulsiva o SOC (in inglese obsessive-compulsive syndrome o OCS).
[...]
[...]
Tale disturbo consiste in un disordine psichiatrico che
si manifesta in una gran varietà di forme, ma è principalmente caratterizzato
dall'anancasmo, una sintomatologia costituita da pensieri ossessivi associati a
compulsioni (azioni particolari o rituali da eseguire) che tentano di
neutralizzare l'ossessione.
[...]
il fatto di avere genitori o figure importanti durante
l'infanzia e l'adolescenza affetti da DOC o da tratti di personalità ossessiva,
influisce in modo decisivo sullo sviluppo del disturbo
ossessivo-compulsivo;[...], pare che il DOC sia scatenato dall'aver avuto
genitori assenti, cioè ipoprotettivi, o, soprattutto, iperprotettivi e insicuri
nei confronti del mondo.
II Atto:
Stalking: quando le attenzioni diventano persecuzione
Stalking: quando le attenzioni diventano persecuzione
L'attenzione che si trasforma in ossessione. Molestie
quotidiane, silenziose, difficili da individuare e arrestare. E il sospetto
diventa paura, erode la libertà fino a costringersi in una prigione soffocante.
Questo è lo stalking: comportamenti reiterati di sorveglianza, controllo,
contatto pressante e minaccia che invadono con insistenza la vita di una
persona per toglierle la quiete e l’autonomia. Gli atti persecutori sono ora un
reato ben definito, punito con condanne da sei mesi a quattro anni di
reclusione.
Dall'entrata in vigore della legge sullo stalking, il 25
febbraio scorso, è emerso un fenomeno dalle dimensioni allarmanti, portando
alla luce centinaia di richieste di aiuto da parte delle vittime.
III Atto:
La sentenza n. 14402/2011 - Danno esistenziale, danno morale, personalizzazione ed integrale risarcimento dei danni:
La sentenza n. 14402/2011 - Danno esistenziale, danno morale, personalizzazione ed integrale risarcimento dei danni:
«Orbene, va anzitutto precisato che, diversamente da
quanto affermato nell'impugnata sentenza, il “cosiddetto danno esistenziale”
non consiste invero nella “privazione di attività non remunerative, fonti di
compiacimento o benessere” bensì, come da questa Corte anche di recente
ribadito, nel pregiudizio del fare aredittuale del soggetto determinante una
modifica peggiorativa della personalità da cui consegue uno sconvolgimento
dell'esistenza, e in particolare delle abitudini di vita, con alterazione del
modo di rapportarsi con gli altri nell'ambito della comune vita di relazione,
sia all'interno che all'esterno del nucleo familiare (v. Cass., Sez. Un.,
11/11/2008, n. 26972; Cass., 12/6/2006, n. 13546; Cass., Sez. Un., 24/3/2006,
n. 6572).
È lo sconvolgimento foriero di “scelte di vita diverse”,
in altre parole, lo sconvolgimento dell'esistenza obiettivamente accertabile
in, ragione dell'alterazione del modo di rapportarsi con gli altri nell'ambito
della vita comune di relazione, sia all'interno che all'esterno del nucleo
familiare, che, pur senza degenerare in patologie medicalmente accertabili
(danno biologico), si rifletta in un'alterazione della sua personalità tale da comportare
o indurlo a scelte di vita diverse ad assumere essenziale rilievo ai fini della
configurabilità e ristorabilità di siffatto profilo del danno non patrimoniale
(v. Cass., Sez. Un., 11 novembre 2008, n. 26972; Cass., 12/6/2006, n. 13546;
Cass., Sez. Un., 24/3/2006, n. 6572).
Deve quindi adeguatamente sottolinearsi che, come le
Sezioni Unite del 2008 hanno avuto modo di porre in adeguato rilievo, quando il
fatto illecito come nella specie si configura (anche solo astrattamente: v. già
Cass., Sez. Un., 6/12/1982, n. 6651) come reato, il danno non patrimoniale
sofferto dalla persona offesa e dagli ulteriori eventuali danneggiati (nel caso
di illecito plurioffensivo: v. Cass. n. 4186 del 1998; Cass., Sez. Un., n. 9556
del 2002) è risarcibile nella più ampia accezione di danno determinato dalla
lesione di interessi inerenti la persona non connotati da rilevanza economica,
giacché in tal caso, superato il tradizionale orientamento che limitava il
risarcimento al solo danno morale soggettivo, identificato con il patema
d'animo transeunte, ed affermata la risarcibilità del danno non patrimoniale
nella sua più ampia accezione, anche il pregiudizio non patrimoniale
consistente nel non poter fare (ma sarebbe meglio dire: nella sofferenza morale
determinata dal non poter fare) è risarcibile (così Cass., 11/11/2008, n.
26972).
alle 01:17 |
Etichette: lettera aperta, Pericolanti, Torino è
13 dicembre 2011
Caro il mio Barbarossa, studente in filosofia
I sottopancia di RaiNews24 aggiornavano la conta dei senegalesi morti, mentre la giornalista in collegamento col cronista alla ricerca di una intelligente spiegazione buttava lì random un "regolamento di conti".
Dietro la semplice ipotesi si cela l'intero campionario di pregiudizi a seguito del quale oggi, anno di quel signore 2011, in Italia a un senegalese non conviene essere troppo sicuro di finire la giornata in piedi.
Ma erano tre neGri, quindi con -1 alla partenza e il "regolamento di conti" è la più veloce spiegazione che distribuisce colpe da entrambe le parti.
A indagini zero un giornalista dovrebbe guardarsi dal fare ipotesi, ancora di più dal farne così circostanziate da dedurre che le colpe stiano da entrambe le parti, eventualità discretamente rara nei casi di omicidio.
Ma erano tre neGri, qualcosa dovevano averlo fatto se un bianco un giorno ha pensato di puntargli una 357 magnum e finirli sul posto.
Vuoi mica ipotizzare che li abbia eliminati solo in quanto neGri, in Italia, oggi, ma dai.
Questa è l'italia di oggi, ancora l'Italia di oggi, e non era un regolamento di conti ma l'ennesimo nazista che decide di passare alla storia sparandosi in testa.
Son passate quasi due ore e la giornalista ancora non ha chiesto scusa per l'ipotesi che vedeva i neGri essersela cercata.
Dubito lo farà, del resto erano solo tre neGri, puoi dirli delinquenti mentre una 357 magnum li fa esplodere e poi passare a parlare del bosone di Higgs in un battito di ciglia senza che nessuno ti dica "Perché regolamento di conti?"
Dietro la semplice ipotesi si cela l'intero campionario di pregiudizi a seguito del quale oggi, anno di quel signore 2011, in Italia a un senegalese non conviene essere troppo sicuro di finire la giornata in piedi.
Ma erano tre neGri, quindi con -1 alla partenza e il "regolamento di conti" è la più veloce spiegazione che distribuisce colpe da entrambe le parti.
A indagini zero un giornalista dovrebbe guardarsi dal fare ipotesi, ancora di più dal farne così circostanziate da dedurre che le colpe stiano da entrambe le parti, eventualità discretamente rara nei casi di omicidio.
Ma erano tre neGri, qualcosa dovevano averlo fatto se un bianco un giorno ha pensato di puntargli una 357 magnum e finirli sul posto.
Vuoi mica ipotizzare che li abbia eliminati solo in quanto neGri, in Italia, oggi, ma dai.
Questa è l'italia di oggi, ancora l'Italia di oggi, e non era un regolamento di conti ma l'ennesimo nazista che decide di passare alla storia sparandosi in testa.
Son passate quasi due ore e la giornalista ancora non ha chiesto scusa per l'ipotesi che vedeva i neGri essersela cercata.
Dubito lo farà, del resto erano solo tre neGri, puoi dirli delinquenti mentre una 357 magnum li fa esplodere e poi passare a parlare del bosone di Higgs in un battito di ciglia senza che nessuno ti dica "Perché regolamento di conti?"
alle 16:33 |
Etichette: Catodic'affà, etologia, levategli il microfono, Pericolanti, Zooping
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