16 agosto 2019

A braci

Ferro e agosto, ne hai 25, no ne ho 29, no ne hai 25, ne avrai sempre 25 per me, un unico ricorrente giorno di quattro anni fa in cui toccando la mano sentii nel mio silenzio il suono "Io di te sono innamorato" e da lì in poi quel giorno, quel giorno, quel giorno, quel giorno, ci vediamo tra altri quattro anni quel giorno, a un mercatino di Natale scegliendo insieme il maglione di lana che risponderà finalmente a quella domanda della sera di Natale del "Cosa ti manca" e la risposta sarà Ora nulla, come ogni giorno che è quel giorno in cui non mi manca nulla, non mi manca nulla, non mi manca nulla, mi chiederai perché lo ripeta, ti dirò che non lo sto ripetendo, sono solo tutti quelli dei giorni tra un quel giorno e l'altro che non ti ho mai potuto dire perché così è deciso sia condannato all'isolamento l'udienza è tolta e sono stati tutti unici come solo i giorni ricorrenti sanno essere.
Stammi bene così.
Quel sorriso di un secondo virgola due ogni quattro anni.
Torno in cella da non pentito.


15 luglio 2019

Occhi di ragazza

Dentro le liti di una coppia che vorrei felice, lui ha ragione ma anche lei, il mondo non distingue più donna e uomo e così io non spiego cosa intendo quando dico Intervieni, lui dice di aver ragione e che ha ragione anche il passante lei no, per lui tutti tranne lei che è sua, hanno ragione entrambi ma lei è una bomboniera di cristallo e il limite è superato, lei mi guarda in attimo di solitudine e mi chiede Dove ho sbagliato e come dirti Mai e insieme quando, film già visti con me al posto di lui e la rabbia di giorni e notti che il pubblico non conosce e sembra sempre tutto iniziare e finire lì e invece c'è un mondo dietro che nessuno conosce ma non fa nulla, tuo compito è entrare tra le mani minacciose così che le uniche che lei veda siano le tue a protezione, non chiedere a me di mettermi in mezzo perché è vero che lui ha ragione e potrei farlo solo perché lei è una Lei ma è la tua Lei, di occhi così blu ne hanno spenti due stasera, due ieri, due l'altro ieri, una ogni due giorni mammamia, che stanchezza mammamia, basta una bici, una precedenza, un carattere di merda chi non lo ha, io ce l'ho più di merda di tutto il pianeta dei caratteri di merda eppure nessuno mi uccide, non per quello, mi uccidevano per una sigaretta lanciata sulla schiena, per un muso a muso adolescente e sciocco, per un io ho visto chi ha colpito col coltello agente, testimonio, ma non perché ho gli occhi blu
Quando si è trattato di morire per amore sono morto anch'io cantando ma poi mi sono rialzato con un amore compresso e inscatolato e la possibiltà di offrirtelo e dirti ehi, tu e i bambini, io e la bambina, la pargola, mi strapperei il cuore per farle vedere le iniziali incise sopra e poi rimetterlo dentro e aspettare un'altra bambina che inizi per S così da riprendere da lì senza bisogno di laser per ritatuare un nome che le mani tenevano a protezione in questo incredibile film che è la vita invece no.

9 luglio 2019

Por causa do amor

Ce ne sarebbe indifferentemente per un anno come per un minuto, un anno per quantità un minuto per qualità, entrassi in una pagina del Vocabolario sarei il punto 3 di Ridondanza, autogratificazione scongiurata dalla frizione tra musicalità del termine e effetto sul ricevente.
La novità è l'appreso effetto che con anomala consapevolezza alla domanda "Che mi racconti?" mi genera il riassunto mentale di un canovaccio già noto che lascia spazio alle storie nuove che ho fortuna e voglia di ascoltare.
Ascolto più di quanto parli a meno di insistenze che manifestino l'innegabile forma dell'interesse e se ne conto tre capaci di avere quegli occhi è perché in almeno un caso sono generoso, il che spiega anche la lunga pausa su questa piazza mai usata per altro che non fossi io o chi avrei voluto fossi io o chi ho cercato di rendere io con alternati successi ma costante impegno.
In una Torino fin'ora sconosciuta per topografia scenografia e calligrafia nuove relazioni mi annunciano elezione a Amico di Coppia.
Chiedo il senso di una figura che soprattutto nella piazza torinese, dove le varianti di Amico si sono interrotte tutte sull'impossibilità di essere dispari, mi giunge tanto nuova quanto gradita; mi si spiega che non pre-appartenendo né agli amici di lui né a quelli di lei mi ritrovo nella felice posizione di esserlo di entrambi, con gioia di entrambi, sorrisi di entrambi, tempo di entrambi, siamo dispari ed è il suo bello, ci è venuta benissimo persino una vacanza insieme, certo aiutati dall'aver avuto come scenografia quella che ormai è la mia isola professionale e non.
L'isola.
La sempre maggiore frequenza delle volte che rispondo all'ombra di una palma ha diffuso e reso condivisa la per ora falsa idea che mi sia -già- trasferito, idea che non ostacolo né preciso così che questo tempo di mezzo si faccia palestra per testarne l'impatto, che nel professionale è attutito dall'intaccata qualità e nel personale da quella lievissima impercettibile sensazione, chiamiamola certezza, che quando lontano genero più pieni che vuoti grazie alla combo tra volumetrie e regola dei vasi comunicanti, come te la spiego senza usare il tuo come unità di misura, non si può ma soprattutto non si fa.
Alla fine non ho salvato nessuno e anzi il nemico si sta prendendo sempre più terreno e sempre più ostaggi, nemmeno c'è più una strategia o una trattativa.
Nella versione un minuto avrebbe la forma di Ciascuno salva se stesso e piaccia o meno, a me non piace ma, è così.
Ho voglia di cose che se vivessi mi farebbero male, infatti non le vivo, vivo cose che non ho voglia di vivere perché mi fanno male ma che in un paese che non sento più mio mi hanno scelto come interlocutore.
I confini si sono ristretti, chi già li aveva tali si sente a casa io non più.
L'ultima donna con la quale sono uscito parla spagnolo, mentre io torno sull'isola lei va a trovare la famiglia americana, torna dagli USA con un "Contenta di vederti" uòzzapato che non leggevo da un po', milanese tesserata Anteo, mi porta a vedere un film ambientato a Beirut, la storia di un bambino che porta in tribunale i suoi genitori per averlo messo al mondo, io sempre quello che parla meno di quanto ascolti, entrasse nel vocabolario sarebbe il punto 3 di Intuito, la intuición, o los confines mas ampios, come dicono quelli che spagnolo intendono l'italiano con la S, io sono l'italiano che qui iniziò con la Bella S. e tout se tient.
Nel frattempo se n'è andato pure João e con lui i miei anni di chitarra e di cuori gentili.
E l'avrai sentita un miliardo di volte ma suonarla, che cosa era.


7 maggio 2018

Constatazione

C'è che la vita è da romanzo solo per chi la vive, se la vive, e di alcun interesse per chi la osserva.
C'è che quello che direi sarebbe la noiosa ripetizione di film già visti, errori già compiuti, investimenti già sbagliati, successi già raggiunti.
C'è che sto salendo sempre più su ma solo nello spettacolo quindi al prezzo di aver raso al suolo ogni alternativa per la quale non avrei comunque lo stesso tempo che non ho avuto per costruirla, c'è che giovedì proietterò cose mie su uno schermo di centoventi metri, roba mai vista, evento mai visto, per ogni ruolo sono stati chiamati i migliori d'Italia e nel mio il migliore d'Italia sono io, c'è che non lo dico io, lo dice chi mi chiama in coro con la realtà dei fatti, è semplicemente vero e giovedì lo sarà più di ogni ieri, chi riceve i miei test li porta ai paganti dicendo "Guarda cosa cazzo sta riuscendo a fare" e mi telefona non per dirmi "Cosa cazzo stai riuscendo a fare" ma per dirmi che è andato a dire "Guarda cosa cazzo sta riuscendo a fare" ed essere il migliore d'Italia ha questa forma qui, non ti fanno i complimenti ma ti raccontano di quando ti hanno fatto i complimenti ed è diverso perché è come farti i complimenti di due persone invece che di una, l'ho capita dopo anni questa cosa, anni di complimenti intendo, centoventi metri santoddio, illumineremo fino al lago maggiore.
C'è che sarei cattivo contro bersagli più veloci a spostarsi di quanto lo sia io a colpire, quindi sarei cattivo fine a se stesso e cioè l'unico pozzo in cui nessuno, nonostante diversi tentativi, sia mai riuscito a trascinarmi.
Direi che amo in maniera assolutamente generica e schifo in maniera estremamente focalizzata.
C'è che l'unico modo di andare oltre questa riga sarebbe mettendoci i nomi e facciamo che ci penserà il tempo, come sempre.


27 dicembre 2017

Ombra


Quella da due giorni, quella da cinque, quella da dieci in poi, a separarle lo spazio fisico proporzionale al tempo che passa tra una e l'altra, artisti norvegesi la venderebbero come design battezzandole Armadjieff Orizzuntili, l'unica cautela è non variare latitudine o farlo per un tempo sufficiente a dimenticare quella di provenienza.
mi offrono un incarico di responsabilità portare questa nave verso una rotta che nessuno sa, è la mia età a mezz'aria in questa condizione di stabilità precaria
Daniele mi chiede cosa deve avere la mia prossima terra per essere la mia prossima terra e chiude in quell'incarto i perché i silenziosi siano i migliori interlocutori, lo stimai anni fa quando su un divano vidi il silenzio di cui io non sono mai stato capace e dissi lui capirà, lui sta già capendo, lui un giorno spiegherà persino a me e oggi eccoti, ti aspettavo. 
Mi ferisce volutamente mostrandomi finto il sottile filo che in quel momento dopo non sa quanti anni mi ha portato vicina la famiglia e se sapesse quanto per me è resistente quel filo che al mondo appare sottile, scioccamente posticcio, saprebbe perché non sento il colpo, i silenziosi sanno essere cattivi ma mai gratuitamente, i nemici vanno scelti con più cura degli amici, a lui il lusso di colpirmi senza vedere i miei canini, lui può, sì è "invidia" la mia, quello che non sai è che nella volontà di schiacciarmi mi riveli che la mia ammissione è rimasta segreta e in quel momento ti vorrei abbracciare e dirti solo "Vorrei che la provassi anche solo per un istante" così che ne senta la bellezza e mai più la usi per colpire.
ipnotizzato dalle pale di un ventilatore sul soffitto mi giro e mi rigiro sul mio letto mi muovo col passo pesante in questa stanza umida di un porto che non ricordo il nome
il fondo del caffè confonde il dove e il come e per la prima volta so cos'è la nostalgia la commozione nel mio bagaglio panni sporchi di navigazione per ogni strappo un porto per ogni porto in testa una canzone
La scelta di non tornare se non necessario che sta caratterizzando ogni volta di più i miei viaggi rende la dimensione del bagaglio non più parametrata solo sui giorni ma anche sul pezzo di cuore che approfitto per portare, prendere, abbracciare.
Vado per fare l'amore e invece dormo, l'amore l'avevamo già fatto quello che non avevamo fatto era dormire e allora riempiamolo tutto con la novità questo tempo, dormiamo tanto, dormiamo tutto, svegliamoci per un secondo e non cerchiamo porte. 

è dolce stare in mare quando son gli altri a far la direzione senza preoccupazione soltanto fare ciò che c'è da fare e cullati dall'onda notturna sognare la mamma, il mare

Mi offrono un incarico di responsabilità mi hanno detto che una nave c'ha bisogno di un comandante mi hanno detto che la paga è interessante e che il carico è segreto ed importante
Nell'ultimo mese mi sono innamorato quattro volte, media stagionale, tutte e quattro impossibili, media esistenziale, negli anni sviluppata la vera eccellenza, olimpionica capacità di metterti le mani sotto il vestito soltanto pensandolo, il pensiero è più potente del gesto, il pensiero opposto più invalicabile di qualsiasi schiaffo, siamo ormoni che viaggiano, se c'è ossigeno nella distanza è perché viene lasciato, se viene lasciato non c'è muro, se non c'è muro il pensiero va e non trova ostacolo, sì quella cosa che mi hai letto negli occhi erano mani.
il pensiero della responsabilità si è fatto grosso è come dover saltare al di là di un fosso che mi divide dai tempi spensierati di un passato che è passato
Saltare verso il tempo indefinito dell'essere adulto. Di fronte a me la nebbia mi nasconde la risposta alla mia paura cosa sarò dove mi condurrà la mia natura?
La fallibilità rivelata alleggerisce e solleva, chiedere coordinate e vedere il timore nelle risposte, il dubbio che il me vendicativo stia recitando la parte del me smarrito solo per accelerare i processi di selezione del prossimo agnello, diffidenza e sospetto il premio di tappa e prendiamoli, ci pensa la mente che controlla spazio e tempo e quando necessario li sospende entrambi, se troppo carica sgancia e libera, l'effetto deresponsabilizzante del distacco dalla percezione del reale è arma a doppio taglio per chi è arrivato fin qui autoassolvendosi da tutto e allora si alzino gli argini e me li si mostrino perché io sono al punto in cui voglio tanti cammelli quante sono le monete comunque pagate, per il solo diritto di provarci, almeno, a farli passare per ogni singola cruna di ogni singolo ago che ogni singolo abbandono mi ha infilato negli occhi, la candela per questo gioco o è votiva o non è, atto di fede e l'ego te absolve.
la faccia di mio padre prende forma sullo specchio lui giovane io vecchio le sue parole che rimbombano dentro al mio orecchio "la vita non è facile ci vuole sacrificio un giorno te ne accorgerai e mi dirai se ho ragione"
Eccomi: avevi ragione.
Avrei solo speso qualche parola in più per contestualizzare il futuro e mostrarmi che il sacrificio sarei stato io, ma facciamo che tra le tante concessioni ti riconosco il diritto a una certa approssimazione.
Nei tuoi limiti rischia di essere stata persino una forma di delicatezza.
provare a immaginare cosa sarò quando avrò attraversato il mare portato questo carico importante a destinazione dove sarò al riparo dal prossimo monsone
Mi offrono un incarico di responsabilità domani andrò giù al porto e gli dirò che sono pronto a partire
Getterò i bagagli in mare studierò le carte e aspetterò di sapere per dove si parte quando si parte e quando passerà il monsone
Dirò levate l'ancora diritta avanti tutta questa è la rotta questa è la direzione questa è la decisione.