22 luglio 2013

Nerone non è stato altrettanto capace

Dire che Alemanno abbia lasciato a Marino una città che è un cesso non rende abbastanza l'idea.
Certo Marino non è che parta proprio benissimo.
La piantasse con i team building e accelerasse l'urban storming.
A credere che questa un tempo sia realmente stata la capitale di un impero rischiano di rimanere davvero solo i registi e i giapponesi.

6 commenti:

  1. Mio commento su FB il giorno dopo l'elezione di Marino:

    21 aprile 753 a.C. - 10 giugno 2013 d.C.

    IN MEMORIAM.

    RispondiElimina
  2. Vabbè, ma tu sei di parte e quindi tendenzioso!
    :)
    (no comunque davvero non ci si crede a che livello sia quella città)

    RispondiElimina
  3. Anonimo20:51

    Caro Broono, tu che ne pensi di tutte queste pedonalizzazioni forzate (questa recentissima di Marino, ma anche quella di qualche mese fa di De Magistris)?
    Ti dico la mia: a me sembrano limitazioni alla libertà di muoversi (soprattutto se consideriamo: anziani, handicappati, ecc. tutti quelli che non sono insomma "baldi giovanotti" che possono permettersi di fare chilometrate in bici o a piedi). Mi spingo oltre: a me sembra un affronto al terzo articolo della Costituzione, quello del rimuovere gli ostacoli all'uguaglianza. Ma magari la mia è una posizione banale. Mark 71

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Boh, senza stare a dare patenti di banalità, sulla quale io per primo so essere campione quando mi ci metto, personalmente a prescindere dalla personale opinione non andrei a scomodare la costituzione per una questione urbanistica.
      Se poi devo dire la mia, c'è un tale numero di auto nelle città che inibirne l'accesso in determinate aree non credo sia una limitazione di libertà ma al contrario una maniera, forse l'unica, per attivare le condizioni necessarie perché in quelle aree si possa costruire un'alternativa al solo essere zone di passaggio da una parte all'altra.
      Qui a Torino la pedonalizzazione della zona intorno a Porta Palazzo non è stata certo l'unico motivo per cui quella zona è stata salvata dall'inferno che era, ma certo ha permesso che gli altri strumenti (riqualificazione, spostamento della vita notturna, interventi di ristrutturazione e vari altri) trovassero le condizioni per vedere i primi risultati mettere le radici e proseguire il loro effetto benefico, dal momento che oggi è zona nella quale non solo è possibile passeggiare ma si ha anche motivo di farlo data l'offerta di locali conseguente alla trasformazione.
      Certo è chiaro che qui la trasformazione è stata possibile anche grazie a un trasporto pubblico di tutto rispetto, che Fassino sembra avere tutte le intenzioni di riportare a livelli disastrosi ora che ci ha messo le mani lui.
      Credo che in qualsiasi altra città il ragionamento possa essere lo stesso, soprattutto in quelle città (come Roma) nelle quali il valore storico di alcuni quartieri non si vedrà mai valorizzato finché la priorità continuerà a essere quella di considerare le città prima di tutto se non addirittura soltanto aree dove vantare sempre e solo diritti.
      Il vero problema è che in italia c'è una cultura dell'automobile che trovi in pochi altri paesi del mondo e che fa sì che gli italiani considerino l'auto come unica possibilità di vita fino ad usarla anche per fare i 100mt che distanziano la casa dal panettiere.
      La realtà è un'altra, la metà degli spostamenti che si fanno in auto sarebbero fattibilissimi a piedi e con notevoli benefici per tutti, compresi quegli automobilisti che davvero non possono farne a meno.
      Basterebbe non essere talebani, da una come dall'altra parte.
      Chiudi l'accesso a quelli che la macchina la possono lasciare anche a 500mt dal locale dove vogliono andare perché il tragitto se lo possono fare tranquillamente a piedi senza gridare al golpe e ai diritti umani violati e concedi l'accesso ad anziani, handicappati e mezzi di servizio.
      Un colpo al cerchio uno alla botte e se ognuno fa la sua parte magari la gente ricomincia a passeggiare e a godersi quartieri nei quali oggi non entri più perché nemmeno sui marciapiedi hai spazio per camminare, essendo occupati da ogni sorta di veicolo di gente che guai a dirgli che non può arrivare in auto fino in salotto.

      Elimina
  4. Dai, direi che non è partito malissimo, no?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non lo so, a Roma ci vado in continuazione ma non ccosì tanto da misurare addirittura già i risultati del suo passaggio.
      Per questo ho precisato che Alemanno glie l'ha lasciata un cesso, perché la città che ho visto l'ultima volta è veramente oltre la definizione di cesso.
      Poi quella volta era il week end in cui il neo sindaco era a fare camping e team building, quindi m'è venuto da suggerirgli di non perder tempo perché la situazione pare grave al punto che ogni minuto perso è un minuto perso, appunto.

      Elimina