31 agosto 2013

Venerdì 13, Bruno va a la guerre comme à la guerre



Allora, la storia è che dal 13 al 23 io sarò nel cerchio B, perché come ogni anno andiamo a spendere una vagonata di soldi per una grande azienda italiana e i suoi migliaio di uomini.
Quest'anno sarà tutta una festa, personaggi famos(sissim)i a nostra disposizione, palchi feste una città ai nostri ordini.
Ieri ero in riunione con il cliente in rappresentanza dell'agenzia e qualcuno a un certo punto ha fatto la battuta:
"Quest'anno le escursioni le facciamo sulla portaerei".
Quelle battute che escono simpatiche ma tu lo leggi negli occhi che chi l'ha fatta ha cominciato a porsi un problema di una certa dimensione.
Allora io, come fossi l'agenzia dato che quello facevo, mi sono permesso di suggerire di non scherzarci troppo, perché qualcuno in questi giorni sta spostando la marina militare proprio davanti a dove andremo noi.
Tornato a casa ho chiamato l'agenzia per il debrief del brainstorming al fine di comunicare il So what e, dopo l'elenco dei dettagli futili, mi sono permesso di porre la domanda in maniera piuttosto diretta:
"Ma qualcuno sta cominciando a porsi il problema del nostro andare a fare spettacolo nel mezzo dello spazio aereo che in caso partisse l'attacco verrà attraversato da bombardieri a ritmo di uno ogni dieci minuti?"
La risposta è stata che se la Farnesina non ci blocca i voli, non ci saranno problemi.
Al che ho spostato il punto per essere più preciso e ho chiarito che la domanda non riguardava la nostra sicurezza, ma l'opportunità di andare a fare spettacolo e cabaret sotto un cielo di bombardieri.
Per essere ulteriormente più preciso ho mandato un articolo che racconta come Obama abbia chiesto alla Grecia (punto A) la disponibilità della Marina e dello spazio aereo e che questo significa che se partono da A per andare a bombardare la Siria (punto C) noi che siamo il punto B a 500 km (che in termini di spazio aereo attraversato da caccia a velocità suono significa trovarsi nel punto in cui scendono per sganciare) dall'obiettivo, saremo esattamente nel punto in cui li avremo così sopra la testa che anche ad avere il pelo sullo stomaco sufficiente per continuare a cantare e ballare, avremo problemi di acustica dato che un caccia ogni dieci minuti in fase di discesa significa una settimana a non sentire nemmeno cosa ti urla nell'orecchio il tuo vicino.
Ho provato a metterla giù tecnica, insomma.
Mi informerò mi ha detto.
Stamattina in mail mi è arrivato l'operativo voli.
Niente, si parte.
Venerdì 13, e meno male che non sono scaramantico, Malpensa-Istambul-Antalya.
Ora voglio vedere cosa succede quando l'attacco partirà dopo che siamo arrivati.
Così ad andare nessun problema, a tornare dovremo trovare dei cammelli, visto che se sei sulla linea di tiro mi sembra piuttosto difficile che venga lasciato aperto lo spazio ai voli civili.
Soprattutto dopo che la Turchia, cioè il nostro punto B, cioè noi, ha appena comunicato che in caso di attacco parteciperà.
E noi intanto a ballare all'interno degli stessi confini da cui partiranno i caccia e soprattutto a portata di rappresaglia.
Avessi ricevuto una dico una mail di qualcuno che chiede se sia il caso.
Dimmi te in che cazzo di settore lavoro.

Detto questo, al momento andare a far cantare e divertire un migliaio di persone in mezzo ai bombardamenti, mi sembra una cosa decisamente preferibile a ciò che lascio a casa, che in termini di surrealtà (e di macerie) gli dà dei punti che manco in un film francese sarebbero stati capaci di mettere in sequenza.
Sono così stanco che l'idea che chiudano le frontiere e per rappresaglia radano al suolo tutta l'area con noi dentro, mi appare al momento uno scenario che mi genera solo la certezza che non me ne freghi assolutamente nulla.
Sono proprio stanco.

4 commenti:

  1. Anonimo15:12

    ... gasp?

    lisa

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  2. Non credo che la Turchia chiuderà lo spazio aereo. Durante gli attacchi in Libia, i caccia partivano anche dalla base di Decimomannu, in Sardegna, a meno di 20 km dall'aereoporto civile e lo spazio aereo è rimasto serenamente aperto. Anche perché normalmente i caccia decollano di notte. Il problema, quindi, sarà dormire, più che recitare.

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    1. Eh ma devi tener presente che in caso di attacco la Turchia ha dichiarato la sua partecipazione.
      Quindi il problema è diverso dalla situazione libica, perché durante gli attacchi alla Libia nessuno a terra disponeva di batterie in grado di colpire la sardegna, che quindi rumore a parte si trovava piuttosto serena sotto questo aspetto.
      Un po' di attenzione in torre di controllo e il problema "locale" era risolto.

      Qui stiamo parlando di una nazione che attaccherebbe la nazione confinante e che vedrebbe il suo spazio areo e navale a pochi chilometri di tiro dalle batterie con le quali quell'altro, eventualmente, risponderebbe.

      Insomma, durante l'attacco alla Libia una settimana in vacanza in Sardegna potevi anche progettarla, se parte l'attacco alla Siria e la Turchia partecipa, io all'areoporto di Istambul tanto sereno non ci vado.

      Ma pare proprio io sia l'unico, perché intanto il mondo continua a girare come nulla fosse.
      Da questo lavoro tornerò il 23 e il 25 mi hanno chiamato per offrirmi un altro lavoro.
      Ho risposto sarcastico "Se torni dalla Turchia..." ma hanno vinto loro con la replica "Se sei lì rimanici perché il lavoro che ti stiamo offrendo è in Turchia".
      Niente, il mondo gira intorno agli incrociatori come tutto fosse assolutamente normale.

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