16 ottobre 2015

No, sono a Roma

Siamo stanchi. siamo alla terza tappa, io alla millesima in calendario con le vacanze calendarizzate a 24 ore dal rientro così da non rischiare altre chiamate nel frattempo, domani parto e sarà sole, sarà mare, saranno libri e sarà silenzio.
L'ultima tappa è Roma, una Roma che ascoltiamo dai tg essere in allerta apocalisse, a sentirli ci si aspetta che su uno dei colli stiano costruendo un'arca, apriamo la finestra dell'hotel ed è primavera, sole, quel clima che quando devi raccontarlo lo definisci "Roma in qualsiasi stagione" ed è così anche in questa, uno scollamento tra news e realtà che racconta più del solo meteo.
Mi danno l'indirizzo, mi dicono "Questa volta B&B perché siete comodi, ma è bello", arrivo e mi accoglie 'na ragazza in minigonna che per me chiude lì qualsiasi contestazione possibile, potrebbe anche essere un topaia e io ugualmente non vedrei nulla sopra il metro da terra, soglia sopra la quale per un buon quarto d'ora di registrazione non alzo lo sguardo, mi va benissimo il B&B, è bello avevano ragione, guarda lì che bello.
Entro in camera e mi accoglie una doccia con la cromoterapia, uno champagne sulla mensola, un letto fouton, una stampa di un manifesto pubblicitario con grafica anni '50 raffigurante donna nuda dietro bottiglia con tette, molte tette, ben dipinte, pare un bordello deluxe, mi piace molto a un metro da terra.
Scendo e raggiungo i colleghi che stanno allestendo, siamo stanchi, molto stanchi, arrivati direttamente dalla tappa precedente distante le ennesime enne ore di treno, programmiamo una serata di riposo per recuperare un po' di fisico, un po' di riposo, stasera non si mangia, non si beve, non si esce, ok scendiamo solo per un aperitivo così mangiamo al buffet qualche tramezzino chiudiamo il rischio fame che si presenterebbe nel cuore della notte e poi tutti a nanna, d'accordo, mi raccomando, ci vediamo giù tra 5 (minuti) io e il capo.
Io e il capo entriamo nel bar, ci accoglie la cameriera più stalker del mondo delle cameriere, ci elenca quello che possiamo prendere ma anche quello che ci consiglia di prendere, resistiamo al primo attacco, no grazie ci porti due Sprìz, arrivano due Sprìz, qualche tramezzino, ci sediamo in vetrina, mi giro e la cameriera sta fuori dalla vetrina a farci Ciao con la mano ogni volta che ci giriamo, non ci giriamo più, respinto anche il secondo attacco.
Mi raccomando uno Sprìz e poi a nanna, così recuperiamo, così ci riposiamo, così ci ricarichiamo, d'accordo, ce ne porti altri due, arrivano altri due, poi tre, tanto non ceniamo quindi non serve limitarsi, anzi così si va a dormire presto.
Ci alziamo al terzo e cerchiamo di andarcene, il capo al telefono io in piedi fuori, la cameriera ci segue, chi siete, dove andate, un fiorino, che squadra tieni, io nessuna lui credo Inter, io Roma Forza Roma diglielo al tuo amico, non mancherò.
Allora andiamo a nanna, sono le nove e mi sembra un buon orario per recuperare finalmente una sera, però dai proprio non mangiare no, dice il capo che c'è un pub irlandese poco vicino, magari una birra, io dico anche un panino e poi a nanna, mi raccomando però poi a nanna, solo un panino, ok andata, parola di lupetto.
Entriamo e chiediamo un panino, non fanno panini, è un vero pub, qui si beve soltanto ma se volete c'è il turco qui accanto che fa le pizze e pure i falafel, ve la prendete e venite a mangiarla qui, ma dai non è carino, sì che è carino se poi ordinate qui da bere, lo fanno tutti almeno voi avete chiesto, andata per la pizza ma solo un pezzo, poi si va a nanna, mi raccomando, volete anche voi delle pizze già che vado? Ok anche per voi allora.
Torno e la birra è già sul tavolo grazie alla barista più bella del mondo delle bariste più belle del mondo, Esmeralda si chiama, va al computer e chiede se può mettere su un po' di musica che piace a lei, ma certo è casa tua figurati, non ti va a mettere su 1950 di Amedeo Minghi, in un pub irlandese, si scusa perché un po' si vergogna, non sa che io l'ho cantata duemila volte ogni sera e il capo la sa a memoria e senza metterci d'accordo ci alziamo e iniziamo a cantarla alla proverbiale Tutta birra, è l'apoteosi, il padrone si unisce ed è subito playlist karaoke, De Gregori, Venditti, Britti, i turisti se ne vanno inorriditi, ancora una e poi a letto.
Alle 3 del mattino abbiamo sul tavolo undici birre medie in due, quattro whiskey, tre cartoni di pizza di vario genere e cottura e ingredienti, ormai facevo la spola entravo nella pizzeria accanto da Ahmed Amir quel che l'è e già metteva in forno quelle che c'erano mentre il capo mi attendeva nel pub perché Vattene Amore richiede l'essere in due altrimenti Mietta rimane scoperta, arrivano gli amici dei locali accanto e si uniscono, è swing, rock'n'roll, alle 4 We are the World sembra un gruppo di improvvisati in confronto alla nostra incredibile professionalità, scende una studentessa dal palazzo di fronte viene da me e mi chiede se possiamo piantarla ché la gente dorme, no cioè ma cazzo c'hai vent'anni io il doppio e sei tu che dici a me di smetterla perché devi dormire, è chiaro che qui ci sta un'altra canzone e parte l'intera discografia di Jannacci, perfettamente conosciuta dal padrone romano meno romano del mondo dei padroni romani, El purtàv i'scarp' de tènis cantata a memoria insieme a un bruto di Centocelle è un'esperienza, Esmeralda sfodera un inglese bellissimo con gli unici due americani rimasti, innamorati di noi e convinti che l'italia siamo noi, dal conservatorio all'università, la radio trasmetterà questa canzone che ho cantato per te e forse attraverserà gli oceani lontani da noi, l'ascolteranno gli americani, che proprio ieri sono andati via e con le loro camicie a fiori e colorano le nostre vie e i nostri giorni di primavera che profumano dei tuoi capelli e dei tuoi occhi così belli, spalancati sul futuro e chiusi su di me, Serenella ti porto al mare, ti porto via.
Si va a dormire.

Ore prima, nel pomeriggio, uazzàp:
- Ehi ciao io sono al Brancaccio fino a giovedì, tu sei a Roma o questa volta dove, in Lapponia?
- No, sono a Roma.

Fine lì.
Quando si dice una storia d'amore finita bene.


15 commenti:

  1. Già. Ci sono stato giusto poche settimane fa, e ogni volta che ci metto piede non vorrei più andarmene.
    Chi sa che non capiti davvero, prima o poi.

    (No, dico, in quale altra città al mondo, il primo giorno, fai quattro passi, ti ritrovi davanti a una chiesa, ti dici "Santa Maria della Vittoria? mai sentita... sembra piccolina ma un'occhiata magari gliela do... certo che è pure la prima che incrocio, se mi fermo a guardarle tutte non procedo più... però, dài, in questa entro", e appena sei dentro pensi "beh dài però è carina", inizi a percorrere la navata destra, passi davanti all'altare, giri a sinistra e d'un tratto ti ritrovi di fronte l'"Estasi di Santa Teresa" di Bernini?)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io ero a piedi tra Termini e il Brancaccio con un po' di margine di tempo e passato davanti a S.M.Maggiore ho pensato che era così bella che meritava un passaggio.
      Poi ho pensato che proprio perché così bella meritava di essere guardata anche solo da fuori e sono rimasto lì così, col naso in su.

      Elimina
    2. se mai un giorno capiteremo a roma insieme ti porto in un posto che è parte di me. anzi due.

      Elimina
    3. (due posti, non due parti)

      Elimina
  2. Oddio me l'ero perso. Qui addirittura mi si cita :-D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Di sfuggita, accidentalmente, tra un Serenella e un Britti.
      Tipo il Papa, vai a Roma e pensi Ehi qui ci sta Francesco, quando c'è, poi canti per gli americani.
      :)

      Elimina
  3. di sfuggita. accidentalmente.
    mai che mi si dica: proprio per. eccheccazzo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Questa cosa che quando noti citazione fai parlare l'identità virtuale letteraria mentre quando dici le parolacce ci tieni a firmarle col tuo nome, ha un che di psicologicamente interessante nonché piuttosto eccitante, si sappia.

      Elimina
  4. di sfuggita. accidentalmente.
    mai che fosse un "proprio per". e che noia!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma certo, ma ovvio, ma cavolo, ma diglielo.
      Anzi guarda ora mi organizzo per riceverlo proprio dedicato, il duedipicche, ché prenderlo per un passaggio di lavoro o per uno dedicato sono due situazioni ben diverse e non esiste che ti tolga la possibilità di rimbalzarmi con tutti i crismi!
      Diglielo!
      (molti baci)

      Elimina
  5. Semantica for dummies: i parlanti, a turno, sostengono un argomento.
    Es: A: sei in Lapponia? B: no, sono a Roma A: ti va di vederci? B1: sì B2:no B3: forse.
    E così via.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Uff...ho perso il gusto di litigare via commento se non con qualcuno che vota 5 stelle.
      Penso risposte pungentissime e poi le ritiro, produco sarcasmo sarcasmissimo e poi penso che se sbaglio una virgola mi ti perdo di nuovo per altri cento anni e allora me le reinfilo subito in tasca perché il costo è superiore al beneficio.
      Facciamo che penso solo "Ti aspettavo" e sorrido.
      Nel frattempo mi segno che la prossima volta che passerò da Roma dovrò ricordarmi che "Ehi ciao sono a Roma!" non è sufficiente per dare implicito il sottotesto "e ho voglia di rivederti" come l'avevo quando uguali parole le ho inviate da Napoli e mi ricorderò di precisarlo.
      Tu in cambio ricordati che ho voglia di rivederti e nel caso fammi da memo.

      Elimina
  6. Mi dispiace, ma dopo tanti anni di duro apprendistato, ho finalmente imparato a non prendere mai più in considerazione nessun sottotesto implicito. Di nessun genere. Mi sono anche stufata di leggere in Braille e di parlare il linguaggio dei sordomuti, pensa te che progressi. :-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sto facendo un durissimo lavoro su me stesso per impedirmi di scrivere la simpaticissima battuta sul perché tu abbia dovuto imparare a leggere il braille per sordomuti.
      Non la faccio, guarda che bravo.
      Visto?
      Non l'ho fatta.
      E mi chiami "progressi" i tuoi, ah.

      Elimina