25 marzo 2014

Spoiler

Se sono in silenzio da tre giorni non è perché stia pagando un pegno o perché sia fuggito o perché mi stia allenando per le olimpiadi del silenzio, ma semplicemente perché da venerdì sono senza parole.

O meglio, le parole le ho ma sono parole che vorrei calibrare bene perché non possiamo permetterci di sbagliare, il problema è grande e l'urgenza è grave.
Devo trovare una maniera il più possibile sintetica e nello stesso momento a misura di chiunque per dissuadervi dall'idea, sciagurata, se mai vi avesse sfiorato, di andare a vedere l'ultimo film di Ozpetek del quale nemmeno vi metto il titolo così se non ci avevate proprio pensato non contribuisco a spostare la situazione.
Perché poi qui intorno ci potrebbe essere anche qualcunA che potrebbe esser tentata dall'idea di sollevarsi dalla responsabilità addossando a me la scelta, ma in quel caso chiamatemi ché c'ho sms che certo conserverò per parecchio tempo a prova di oblìo: io volevo andare a vedere "La mossa del pinguino"!
Ma lei, da esperta di cinema quale è, se l'era già andato a vedere da sola per quella forma di snobismo tipica degli esperti di cinema che tendono a tenere per sé le perle delle quali poi vantarsi, condividendo al contrario il peggio così da avere l'alibi dell'aver dovuto accompagnare l'amico scemo, ruolo che mi ero eccome candidato a ricoprire, ma appunto perché il premio fosse La mossa del pinguino (oh!)

Allora da tre giorni sto cercando di trovare una maniera che non mi esponga al ridicolo cui mi esporrei se mi avventurassi nell'impresa di improvvisarmi critico cinematografico impalcando descrizioni articolate e sofisticate analisi delle quali non sono mai stato capace, né lo diventerò quando la così bassa qualità della materia trattata mi imporrebbe di fatto una asticella impossibile da alzare e il risultato di questi tre giorni di pensieri che cercano di trovare il punto di equilibrio tra il mio non essere un parere autorevole e il mio volervi bene al punto da voler fare qualsiasi cosa perché non vi consegnate a quello che credo di poter ragionevolmente considerare il film più brutto da non so quanti anni a questa parte, è che quel punto di equilibrio si trovi esattamente nel punto in cui vi dico che alla fine lei muore.
E non per il trauma di aver dovuto recitare chissà quante settimane insieme a Francesco Arca in confronto al quale il mio comodino è Carmelo Bene all'apice della carriera, ma perché il tumore che le diagnosticano a metà film, quando ormai avevate pensato che il film parlasse solo di un tema che Ozpetek non affronta mai e cioè l'omosessualità solo perché tre dei cinque protagonisti recitano il ruolo di omosessuali felici, è maligno.

Ecco, sistemate le urgenze possiamo anche perderci nei dettagli precisando che con "felici" si intende attivi solo per quanto riguarda il maschio gay naturalmente, perché come ogni buon Ozpetek d'ordinanza il soggetto prevede che se sei donna sei felice solo se nel corpo di un uomo, altrimenti puoi solo essere la Buy o, nel caso lei fosse occupata a recitare la parte dell'ipocondriaca depressa ma etero nel prossimo film in cui rifarà l'ipocondriaca depressa, per non oscurare troppo la mascolinità del ruolo di Arca mettendogli uno tipo Malgioglio accanto, toccherà accettare che le altre due siano donne lesbo che, notoriamente, si danno la mano e si baciano solo su Youporn mentre nei film di Ozpetek se sono uomini nel corpo di donne possono essere solo ipocondriache depresse che in assenza della Buy che lo è il doppio di qualsiasi donna diventano la Signoris e la Ricci che stanno insieme da una vita e si perdonano le peggio cose tipiche di quelle donne di mezza età che, dopo aver con la crisi dei trenta messo le basi per le macerie di quella dei quaranta, non possono che ritrovarsi a cinquanta tanto innamorate quanto psicolabili, tutto riuscendo contemporaneamente a non sfiorarsi per l'intero film.
E sia mai, sei film a parlare di omosessualità maschile nei quali Favino e Argentero sul letto erano così eccitanti che qualsiasi uomo etero di media serenità non può che riconoscersi attraversato anche solo per un istante dal dubbio, mi sembra un po' presto perché pure le donne si diano anche solo la mano, ovviamente, sia mai, facciamone altri diciotto di film sull'omosessualità prima di mostrare un bacio tra donne, soprattutto tra donne con quei due volti lì che nell'immaginario sono la donna normale di mezza età e vogliamo mica essere così dissacranti, ma solo dire che gli uomini si cacciano la lingua in bocca e le mani nei pantaloni dopo tre minuti, mentre le donne si guardano romantiche per un'intera i-mma-co-la-ta vita, perché lesbo o meno sempre donne sono e quindi in quanto tali sempre un po' più stupide dell'uomo, che se è gay è quel figo di Favino mentre se è lesbo all'ipocondria e alla depressione si vede aggiunti anche i disturbi alimentari che alla Buy erano stati risparmiati a questo punto forse solo perché etero o perché altrimenti c'era da riscrivere tutte le scene a tavola in terrazza e cioè mezzo Fate ignoranti.

E scordatevi che nella scena (gli unici due sugli interminabili ennemila minuti di film nei quali verrete sfiorati dal dubbio di non essere in grado di azzeccare cosa succederà nei successivi due come li aveste scritti voi) nella quale vi troverete a chiedervi se Arca stia per fare il salto e baciare l'amico gay rivelando così che la maschera di amore assoluto e totale per la Smutniak dietro la quale nella prima parte del film nascondeva le sue sessanta amanti non era altro che omosessualità repressa, accada l'unica cosa che a quel punto del film vi augurate accada e cioè qualsiasi cosa non vi aspettiate, foss' anche che si accendano le luci e qualcuno gridi al fuoco.
Perché non solo non accadrà nulla che non sia recitabile da Banderas post gallina, ma oltretutto dopo quella (non) svolta omo il vero dramma che occuperà la scena da quel punto in poi è che la maschera dell'uomo che ti fa sfornare figli si fa mantenere e nel tempo libero mentre tu lavori si scopa tutto ciò che respira (...uhm...chi mi ricorda...uhm..) soprattutto se i polmoni sono quelli della Ranieri (e vabbeh, che gli vuoi dire) e quindi null'altro che una (originalissima) delle tante sfighe che chi ha scritto il film ha assegnato al ruolo di lei, nemmeno se considerata insieme al tumore riesce a vincere il titolo di sfiga delle sfighe, dal momento che tumore e multicorna nulla sono in confronto all'essere scopata sul letto di morte da uno che pareva fosse quello dei due senza vita e dimmi tu se il dividere con uno così passionale quella che tu sai essere l'ultima volta che farai l'amore in vita tua, in termini di sfighe immaginabili non batte il tumore cento a zero.
Cioè non bastava il danno, pure la beffa, ma vabbè non divaghiamo ché siamo in altra scena.
Scena che quindi non si conclude nell'unico modo che avrebbe dato un senso al film e cioè appunto con lui che mette le mani nei pantaloni dell'amico di lei mentre lei esala l'ultimo respiro da sola in ospedale, ma con loro due che, da veri maschi, alla vigilia del lutto più grande della vita di entrambi giocano a ruzzle con lei che dal letto di ospedale nei suoi ultimi giorni di ossigeno al cervello riesce comunque a batterli entrambi, giusto per dare anche una misura alla brillantezza delle menti coinvolte nella storia a favore dei soli che la cosa non l'avevano già misurata nei dialoghi dei primi cinque minuti di film, quando io e compagna di serata avevamo già da quattro come unico pensiero la costruzione di una versione più solida possibile del perché la colpa della distruzione della reciproca rispettabilità pubblica, agli occhi di chiunque ci avesse per caso visti uscire dal cinema da lì a poco, fosse dell'altro.
Io al sesto minuto avevo già deciso che avrei replicato a qualsiasi domanda con "Se l'esperta di cinema è lei, è ovvio che la mia unica colpa sia stata l'ammirazione, ma possiamo chiamarla colpa?"
(tiè)

Se poi volete per forza andare a vederlo ma avete bisogno di almeno un paio di motivi per farlo, perché il solo farlo per dimostrare quanto io sia cialtrone non è sufficiente, allora eccoli:
1. Perché la Smutniak è davvero brava al punto da riuscire a prendersene il merito nonostante il dubbio che chiunque messo in mezzo a un cast del genere apparirebbe colossale e comunque abbastanza da riuscire a far per qualche istante dimenticare la velocità con la quale ha superato il lutto per Taricone, pensiero che io ho sempre ogni volta che la vedo anche solo in foto e mi spiace ma sarà sempre un handicap di partenza sul quale ammetto di perdere obiettività. 
2. Perché è un modo per vedere quanto è bella Lecce, bella proprio come l'ho sempre immaginata.



38 commenti:

  1. Ma non t'era bastato Mine vaganti? Cioè, io sono anche un po' di parte, ma non si tollera un film ambientato a Lecce in cui agli attori viene imposto il dialetto barese. Che io lo capisco pure che il barese suona meglio del leccese, ma se ti piace il barese allora chiedi all'ApuliaFilmCommissionMerda di girare sotto l'aura di San Nicola che a Sant'Oronzo, senza offesa, gli fa 'na pippa.

    Lecce è bella eh, c'hai pure ragione. Ma solo perché non hai ancora visto Bari.

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    1. E c'avresti ragione pure te, non fosse che Mine Vaganti m'è piaciuto assai al punto che tipo AC/DC dopo quel film non sono più riuscito a vedere Scamarcio per il fantoccio che lo vedevo prima, nonostante quest'anno a sanremo si sia impegnato non poco per ritornare all'immagine pre-mine vaganti e cioè appunto quella del trogolo fantoccio utile solo a portare al cinema orde barabriche di quindicenni con la passione per l'urlo di eccitazione a ogni alito di vento.

      Immagine peraltro supportata dal parallelo giudizio non proprio altissimo che ho della di lui consorte che, per lo stesso principio di estensione che mi vede avere un giudizio di partenza della Smutniak sempre e a prescindere ridotto della quota pegno "Hai sostituito Taricò mentre ancora la tv non aveva finito i coccodrilli", mi vede considerare lo Scamarcio prima di tutto e sopra ogni cosa quello che fa gridare d'eccitazione una delle voci meno femminili della storia delle voci meno femminili.

      Nelle guerre (tra) sante non m'addentro più che altro per ignoranza in materia (perché invece di cinema ne capisco, eh certo) ma mi perdonerai se mi fermo al livello in cui il giudizio è puramente formale e quindi sulla differenza di suoni, gara alla quale Oronzo, non solo perché attiva-memorie di notevole tenerezza legate a tale Canà arbitro di calcio di tutti gli arbitri di calcio, non può che vincere per cappotto nei confronti di Nicola, altrettanto calcisticamente importante ma mai quanto la Longobarda di Aristoteles.

      Detto questo, è piuttosto evidente che adeguatamente accompagnato non mancherò di rendermi disponibile al cambio repentino di giudizio.
      Sempre che tu non mi ribadisca, la prossima volta che ci si vedrà, che a Bari non ci giri nemmeno tu che al limite se proprio proprio di fronte a "In alto le mani!" puoi simularne il dialetto e figurati io e poi è ovvio che i film li vanno a girare altrove.

      e baci

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    2. Applausi applausi al buon Canà che, al di là del nome, si affida a madonne foggiane e quindi finisce che la Puglia da nord a sud diventa un bel mischione di santi e bla bla.

      Probabilmente a Lecce non avresti bisogno di adeguati accompagnatori, ma prova ad unire i tuoi bei capelli in svariate ciocche e piccoli dreads e ti ritroverai la fila di giovani figliuole salentine pronte ad amarti e a farsi sposare.
      A Bari invece puoi rimanere bello così come sei bello a Torino e avresti comunque la fila dietro la porta.
      E se no corri in Valle d'Itria e lascia perdere tutto il resto, che la bellezza è tutta lì. E il dialetto, il mio appunto, niente a che fare con il barese o il leccese.
      Chiamalo campanilismo va, e io sono schifosamente di parte.

      Detto questo, Mine vaganti proprio no, no e no.

      E baci attè

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    3. E vabbuò, ma se la metti giù così altro che Scamarcio Favino e compagnia recitante.
      Dopo questo trìpadvàisor della beltà tocca proprio tagliare la testa al tor(in)o e pianificare adeguata trasferta.

      Mo' pianifico.

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  2. Applausi ad AntonellaP per la definizione di AFC.
    (Scusate, mi scappava, fortissimo. Dovevo dirlo, proprio.)

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    1. Ok, ok, ho capito:
      sia ufficialmente aperto il contest "La cosa peggiore che avresti sempre voluto dire a Vendola ma non hai mai avuto il coraggio di"!

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  3. Anonimo15:18

    Minchia, come l'hai ucciso !!!!

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    1. Bene.
      Missione compiuta, allora!

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  4. Spiace, ma su Francesco Arca ti sbagli. E ti spiego anche perché: tu hai giudicato le capacità interpretative dell'uomo F.A., mentre quello sotto contratto è il sopracciglio. Quello che sembra muoversi e parlare in realtà non è altro che il pupazzo del sopracciglio ventriloquo.
    Mica facile far recitare un sopracciglio, tsè: provaci coi tuoi, poi ne riparliamo.

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    1. No ma tu ci scherzi...dopo 'sto film ogni volta che lo nomino mi viene in mente nelle scene di profilo proprio per la forma assurda che ha!
      Naturalmente nulla da dire sul fisico (Cioè sì ma facciamo che almeno su quello è il caso io non parli...) ma la faccia proprio non si regge.
      Nel senso che zigomi e fronte servono a reggere i bicipiti delle sopracciglia.

      E comunque noto con piacere che anche tu sei finito nella trappola Ozpetek!

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    2. No, ma adesso io a voi due vi devo ringraziare davvero!
      Ché son due giorni che parlando di 'sto figliolo mi fate cominciare la giornata sghignazzando allegramente :o)
      E la cosa più buffa per me è stata che di 'sto qua non ne avevo mai sentito parlare per via del fatto che non guardo mai la tivvù, non mi piace il cinema italiano e quando vado dal parrucchiere evito come la peste i giornalucoli in cui presumibilmente parlano di gente come lui.
      E così, dopo la formidabile bordata di ieri sulle sue capacità di recitazione che m'ha fatto ridere a prescindere dal soggetto cui era rivolta, quando stamattina ho letto che vi siete messi a parlare del sopracciglio ventriloquo (m'inchino al genio...) di costui, m'è venuta la curiosità di vedere che faccia avesse il tizio e allora sono andata su gugol.
      E quando m'è comparsa davanti la sfilata di facce (con annesse sopracciglia ventriloque) che vi potete facilmente immaginare di un tizio ch'è così palesemente il testimonial ormonale di se stesso che potrebbe pure metterlo come elemento caratterizzante nel suo profilo di faccialibro, mi son messa a ridere al punto che mi son venuti i lacrimotti.

      Complimenti ad entrambi: avete raggiunto vette di peffidia tranquillamente paragonabili, se non addirittura superiori, a quelle che specularmente riusciremmo a toccare noialtre fanciulle in analoghe circostanze. Sciapò :o)

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    3. maroo che popoo di pootiferioo!

      mi ricompongo e dico:
      abbasso tutti i film ambientati in puglia dove tutti parlano barese. la prima volta che fui ospite in salento mi domandavo perché mai tutti parlassero in modo così diverso da linobanfi.
      a mio parere lecce è più bella di bari, che peraltro è bell'anch'essa come un sacco di paesi pugliesi che vale proprio la pena di fare un tour. confermo la valle d'itria piacevolissima sorpresa. in salento se la tirano ma fuori dalle rotte rivierasche c'è del bello e del buono.
      ozpetek ha toccato il fondo e mi viene da pensare che non gli basti e stia iniziando a scavare. oramai è in discesa verticale.
      la scena di sesso ospedaliero ante-mortem origliata da compagna di camera che morirà l'indomani è oscena. anche nel senso etimologico di cattivo augurio.
      parafrasando ciò che sergio leone disse di clint eastwood, anche francesco arca ha due sole espressioni: con e senza stempiatura. poi comunque è tozzo.
      sottoscrivo tutta la rece di broono.
      l'imput...ammirata però si dichiara: innocente e chiede sia assolta con formula piena in quanto non può certo configurarsi il reato di circonvenzione di incapace.
      altrimenti ti minaccio con lars von trier!

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    4. Ehi...guarda che lo so che adesso devi RICOSTRUIRE la tua credibilità di ESPERTA minacciandomi con i nomoni, ma qui abbiamo buonissima memoria e se già ti ho perdonata per avermi obbligato a farti da alibi per il circolo dei cinefili, non è che adesso possiamo passare proprio su tutto tutto eh.
      Cioè quale Lars e Lars...tu mi hai detto che per farti perdonare avresti rilanciato con La Luna su Torino e quindi quello sia!

      (sempre se per quando avrò di nuovo un'intera serata libera non sia già passato così tanto tempo che nemmeno sulla rete si troverà più)
      (ma soprattutto sempre se nel frattempo non sei GIA' ANDATA DA SOLA A VEDERTELO)

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    5. Piano con le deduzioni, ciccio: di Ozpetek mi onoro di non essere mai andato a vedere nemmeno un film al cinema, e di averne visti un paio scarsi in tv, e per scarsi intendo una scena ogni tre (sarà che sono margheritabuyfobico, quindi appena mi accorgo che mi s'è suicidato il primo testicolo cambio canale prima di fottermi anche l'ultima possibilità di procreare). E i due in questione sono "Le fate ignoranti" e "Saturno contro", al secondo dei quali diedi una possibilità giusto per la presenza di Argentero, senza dubbio il miglior frutto di tutte le edizioni del Grande Fratello insieme a Taricone (come personaggio più carismatico Taricone, come attore senza dubbio Argentero) - vabbè, poi ci sarebbero pure Patrick di Teheran (il più simpatico) e Orsacchio (il più sfigato), ma la loro fu esclusivamente fortuna televisiva per interposta Gialappa, mentre Taricone e Argentero non ne ebbero bisogno (ovviamente il peggiore è stato quel Rocco Casalino attuale portavoce dei grillini, e non dico altro - che in compenso è di recente riuscito ad aver ragione della sua ex madrina televisiva Daria Bignardi, e non dico altro sulla Bignardi).

      Comunque, per farla breve sul personaggio, si potrebbe dire che, a parità di criterio di selezione nella ricerca di nuovi talenti maschili, Ozpetek sta a Visconti come (il sopracciglio di) Francesco Arca sta ad Alain Delon.

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    6. E però io e te bisogna che ci si metta d'accordo.

      Perché io già con la mia scelta di VOLONTARIA castità finalizzata al recupero della verginità così da donarla con gioia et ammore come fosse la prima vès, sto destando qualche sospetto...
      Se poi ci mettiamo entrambi a scrivere quanto c'attizza Argentero, capisci bene che la cosa diventi seriamente difficile da spiegare e poi le donzelle pretendenti mi cominciano a fare 2+2 e poi è un casino.

      Comunque, va bene, d'accordo, però non litighiamo.
      A te Argentero ma allora io mi piglio Favino e tu non lo guardi nemmeno.

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    7. Ahah ok, perfetto: Favino te lo lascio tutto. Già che ci siamo, potremmo includere nell'accordo pure Timi - a me per cena, a te per il dopocena - e amici (virilissimi) come prima :-D

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    8. (Il bello è che abbiamo scritto in contemporanea su Timi - io nel commento qui sopra e tu in quello delle 13.32, che non avevi ancora pubblicato quando ho iniziato a scrivere il mio!)

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  5. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  6. Mi piglio Favino un corno. Levati di mezzo.

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    1. E vabbé ma allora ditelo.
      Ma scusa, se i lascio un Timi non va bene uguale?

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  7. sicché non posso neanche intonare ... non voglio mica la lunaaa ...
    ti piace favino??? ma veramente???
    ok non ci contenderemo mai un uomo :)
    detto ciò - se la luna non sarà tramontata - so già cosa riservarti.
    inizia a tremare!

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    1. Sei solo chiacchiere e distintivo! Chiacchiere e distintivo!
      hihihi

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  8. Oddio, Timi. Prendo tutto, tutto. Pure gli avanzi di Favino.

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    1. è arrivata la primavera, eh?
      :)

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    2. Dici? (*agita il ventaglio a ritmo di techno*)

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  9. giù le mani da timi e da germano.
    'sti uomini ...

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  10. vedrai, vedrai ... ti metterò a dura prova.

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    1. No giapponesi sottotitolati in coreano
      No horror
      No appeppecrillo
      No Koyaanisqatsi director's cut
      No Troppo Belli di Costantino Vitaliano

      Sì Abberlinguerre

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  11. no
    no
    no
    no
    no

    ovvio che sì abberlinguerre
    però prepara i fazzoletti.

    (per il resto continua a tremare)

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  12. però pensa appeppecrillo che interpreta uno shogun che strappa la lingua personalmente a tutti quei sudditi che osano contraddirlo (servendola a mo' di maki a quelli che non gli si sono ancora ribellati) in una horror story giappo con sottotitoli di prammatica presentata da ghezzi a fuori orario in cui torna dopo il grande successo francesco arca nel ruolo di colui che ammazza lo shogun con una fulminante alzata di sopracciglio e viene acclamato dal popolo...

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    1. Ok ci sto!
      Ma solo se a fine film sul palco parte una tavola rotonda con ospiti:
      Solange
      Sgarbi
      Magdi (Cristiano) Allam
      Mario Adinolfi
      Flavia Vento

      e moderata da Gabriele La Porta

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  13. eh, però è un horror, ci vanno gli esperti: in collegamento esterno paolo del debbio e, perché no, adam kadmon.

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    2. Non per intromettermi, ma... e un bel plastico del sopracciglio (ventriloquo & assassino) di F.A., no?

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    3. http://www.ascoltitv.it/wp-content/uploads/2012/06/francesco-arca-00.jpg

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    4. Mappercarità!
      Metti un messaggio di avvertimento, no?
      Adesso avrò gl'incubi, per colpa di quella foto!

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    5. Ormai sei una signorinetta, è giunto il momento di esporsi con coraggio alle sfide della vita!

      (poi ti rispondo eh, non sto latitando)

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    6. Ossantabrigida, ma perché non ci sono mai le faccette colle linguacce quando una ne ha assoluto bisogno??

      (non sono preoccupata, piuttosto dovresti esserlo tu, ché t'ho preparato uno di quei pipponi che in confronto quelli passati sono comunicazioni telegrafiche [faccetta che fa l'innocentina])

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