3 luglio 2002

e adesso?





Il portatile con il quale tengo su ‘sto postaccio da Ottobre a oggi, non è mio. L’avevo chiesto in prestito ad un’agenzia …l’anno scorso e poi essendo vecchio e strasostituito nel tempo da altrettanti portatili era stato dimenticato nelle mie mani.

O almeno così credevo.

Lo rivogliono.

Che palle!

Questo significa, giusto per farla breve, che io da domani non avrò più modo di produrmi nei miei quotidiani momenti di alta, raffinata e a tratti commovente poesia.

Già.

I problemi a questo punto sono tendenzialmente due.

Uno mio, dato dal fatto che a questo punto per motivi comunque diversi da questo sito, mi devo comprare un computer anche per i lavori che, anche se a fatica vista la qualità del portatile, riuscivo a fare a casa, e lo chiamo problema perché davvero ‘sta spesa ora non ci voleva.

L’altro vostro, dato dal fatto che essendo l’ennesimo periodo “al verde” non è detto che la cosa avvenga in pochi giorni, facendo sì che il tanto atteso appuntamento mattutino con “caffè, radio, sigaretta e il neurone di broono” subisca una destabilizzante sospensione a tempo indeterminato magari un solo giorno magari no.

Capendo ovviamente i già in corso scompensi fisico-ormonali che questa ipotesi avrà già abbondantemente scatenato solo ad immaginarla, comunico che nel limite del possibile cercherò di scroccare pc in giro nei posti dove lavorerò nel frattempo per cercare di fornire almeno la razione k necessaria ad aspettarmi svegli, cercando di dare il meglio di me imbottigliato in doni della sintesi monodose come il collirio di Miki.

Per chi è stato baciato dalla fortuna e per questo motivo mi conosce, questo vorrà solo dire che si userà di nuovo il telefono.

Per gli altri, posso solo suggerire l’archivio qui di fianco, zeppo zeppo di motivi per amarmi che magari non avevi avuto il gigantesco piacere di gustare per motivi certamente tuoi e quindi sbagliati, ma sei ancora in tempo.

Per chi passa ora per la prima volta invece l’archivio è un simpatico modo per scoprire come in pochi mesi sia possibile migliorare la propria condizione da “Imbecille triste” a “Imbecille contento” rimanendo esattamente con lo stesso debito in banca ma soprattutto riuscendo ad evitare di farlo scaricando il tutto su un’altra donna che così sono capaci tutti.

Tipo quei corsi per migliorare la propria visione della vita.

Quelle robe tipo quel pollo che pensava di essere un’aquila insomma ma sperimentate in modalità autocavia con dettagliate trascrizioni dei punti salienti e dei relativi indiscutibili risultati.

Per i casi più gravi potrei fare uno strappo alla regola recitando a domicilio ma solo se adeguatamente ricompensato con abbondanza di qualsiasi cosa possa stare sul tavolo della cucina, ad ognuno poi l’inventiva per decidere cosa, io una volta l’idea la diedi.

Saluti, baci e alle donne una rispettosissima pacca sul culo.

A domani.

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