16 agosto 2002

un sogno





Spesso ricordo i sogni come fossero un telefilm, ogni immagine, colore e sensazione.

Stanotte ho sognato la puttanella. Non mi capita spesso per fortuna, e quelle poche volte che mi è capitato era sempre di spalle. In un anno due sole volte ne ho sognato il viso. Una di queste due stanotte.

Eravamo in quella che poteva essere un’affollata sala d’attesa di qualcosa. Io e lei di fronte a parlare, del suo nuovo ragazzo, sul quale io mi divertivo a scherzare. Lei di fronte a me, vergognosa, imbarazzata per il fatto che lui (che io non ho mai visto) era seduto accanto a lei. A bassa voce cercava di farmi capire che avrei dovuto abbassare la voce per non farmi sentire da lui, il quale al contrario si faceva abbondantemente i cazzi suoi certamente sentendo quello che stavo dicendo. Ad un certo punto lui si è alzato e si è allontanato, nello stesso momento in cui io mi sono avvicinato a lei per farle sentire bene ciò che avevo da dirle. Avvicinandomi a lei, mi sono reso conto che il suo viso era si quello che conosco, ma con tutti i tratti elegantemente deformati. Dico elegantemente perché non era un viso deturpato, o almeno non dava questa sensazione. Aveva semplicemente i tratti “spostati”, gli occhi non in asse, il naso all’insù ma solo da una parte, la bocca (…) esageratamente grande, e la cosa, ricordo assolutamente con gusto, mi dava una certa soddisfazione, tanto da soffermarmi a notare tutti questi particolari a lungo e in maniera “cosciente”. Dopo qualche istante rispunta lui, che con uno sguardo di sufficienza le fa cenno di seguirla tipo “è ora di andare, lascialo perdere”.

Di fronte alla sua titubante attesa e al mio sguardo ironico, lui si getta su di me tentando di spegnermi una sigaretta su una spalla (…?...) o qualcosa di simile, non so, ricordo solo il preciso profumo di bruciato, causando una reazione “manesca” di brevi attimi concitati, durante i quali ricordo perfettamente un veloce scambio di colpi parati da entrambi quasi fosse un’esibizione di arti marziali di quelle nelle quali non ci si tocca nemmeno ma si simula per mostrare la perfetta tecnica di combattimento. Io paravo i suoi e lui i miei, senza farci minimamente male. Finito questo inutile combattimento si sono allontanati di corsa salendo su una moto, mentre io girandomi alla mia sinistra noto un martello. Da qui in poi il sogno diventa assolutamente cosciente. Di quelli che spesso si fanno nei quali ragioni e decidi in maniera cosciente come vuoi che il sogno vada avanti, ed è per questo che poi li si ricorda così bene.

Prendo il martello, con l’intenzione di seguirli e colpire lei seduta dietro. Mentre avanzo verso di lei guardo il martello, è di quelli con un verso di un tipo e l’altro di un altro, e il manico rosso. Il verso che avevo pronto da dirigere verso di lei era tipo uno scalpello, tagliente, l’altro era di gomma. Mentre vado verso loro due che oltre la porta d’uscita si stanno preparando a fuggire sulla moto, guardo ancora il martello, e in maniera spaventosamente lucida, mi rendo conto che non è più un gioco, e che se continuo ad andare verso di loro probabilmente la rabbia che ho per lei mi impedirà di non farle davvero male, mentre (sempre in maniera lucida) mi rendo conto che se facessi davvero quello che mi sto preparando a fare il prezzo legale da pagare sarebbe decisamente superiore alla soddisfazione che l’eliminazione di quei due (lucidamente) poverini poteva darmi.

Lei mi guarda attraverso il vetro aspettando la mia reazione.

Io sorrido, lascio andare il martello, le volto le spalle, e mi sveglio.

.

Vai tesoro.

L’ennesimo racconto che mi è stato fatto sulla tua attuale vita, mi consente, a questo punto in maniera anche inconscia, di decidere che forse la vendetta migliore sarà il lasciarti vivere la tua vita.

Che tu ci creda o no, l’ultimo racconto, è stato talmente triste da aver provocato in me una punta di umano dispiacere.

Pensa.

Cose che non posso scrivere nemmeno qui, accettando che come prezzo per la mia riservatezza, dovrò continuare a passare per quello paranoico che ancora ci pensa e persino ti sogna.

Ma ci sta tutto.

Lo pago. Questo è un blog, nulla di più.

Ci sono cose che per rispetto di alcune persone non entrano qui.

E soddisfazioni che saziano indipendentemente dalla reazione che provocano in chi non può sapere.

Fermati, puttanella.

Fermati.

Non sei così forte da attutire il colpo di una caduta da così in alto.

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